Non oltrepassare la linea gialla.

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“Stop!” ordinò il vigile.

“Coi Rolling Stones” rispose automaticamente Piersergio, il ragazzo con la passione per le forbici. “Che cosa ho tagliato?” chiese.

“Sei oltre il limite della linea gialla”

“Ah” rispose il ragazzo. “Ma io pensavo si potesse passare”

“Eh no” disse il vigile. “ma lo dico per la tua sicurezza”

“Oh beh,. la cintura la metto sempre, anche quando andiamo a trenta all’ora”

Il vigile annuì. “Nonostante questo, non sapevi che la linea gialla è un punto di non ritorno?”

“Non sembrerebbe” ribatté Piersergio, osservando quel nastro giallo che tutto era tranne un boccale di birra ghiacciata,m anche perché il nastro in quel caso sarebbe stato azzurro. “Mi sembrava che la linea gialla non vedesse l’ora di essere scavalcata, invece.”

“Come sarebbe?” chiese interdetto il vigile. “Vuoi dire che quando la gente esce dal treno…”

“Eh sì, ma anche quando entra. Per caso tu dici di non oltrepassare la linea quando bisogna salire sul treno? Eppure tutti lo fanno” annuì Piersergio. “Vero, linea?”

“Certo!”

La famosa linea gialla si creò una bocca e cominciò a parlare. Chissà quante storie avrebbe potuto raccontare.

“Altrimenti avrei innalzato un muro. Invece siamo tutti concorrenti del salto ad ostacoli della linea gialla!”

Si udì un forte scampanellìo e anche una trombettina.

“Piersergio! Salta ora!” lo incitò la linea gialla.

“Ma io sono senza forbice”

“Non importa, anzi i salti vengono meglio senza forbici! Che, adesso ti metti a fare i quattro salti in padella con le forbici?”

“Per aprire il pacchetto, sì” spiegò il vigile, ma Piersergio prese la rincorsa  e scavalcò la linea gialla che non poté applaudire perché le linee a terra non  hanno le mani ma il treno sì. “Sono un interregionale, yeee!” esclamò entusiasta il treno.

“Signor vigile, dia un voto al salto di Piersergio! Non è meritevole di un premio?”

“Sì, in effetti un premio ce l’avrei” rifletté lentamente il vigile. Prese un taccuino e declamò: “Ei fu, siccome immobile”

“Siamo a luglio, mi scusi”

“Ah, sì. Scusate. Sono duecentocinquanta euro di multa”

“Cavolo!”esclamò Piersergio.

“No, sono euro. Il cavolo neanche mi piace. Concili?”

“Ma… io non ce li ho tutti questi soldi! Come se avessi voluto soldi! Già è difficile stare al mondo, quando perdi l’orgoglio, e mi chiedi come va”

“Perché, come dovrebbe andare?” chiese il vigile. La linea era anche lei curiosa. “Io non ho solo la passione per le forbici. Io sono una forbice umana e adesso attenterò alla vita di questa linea!”

Piersergio si trasformò in una forbice gigante e la linea tremò di paura. “No, pietà! Devo ancora essere calpestata da così tanti piedi!”

“Non importa!”

La forbice si aprì , m,a il vigile insistette “Forbice o no, sono duecentocinquanta euro. Accetto solo euro, non minibot o sesterzi”

“Maledizione! Ha pronunciato l’unica parola che può sconfiggermi”

La forbice si dissolse e la linea rimase con la curiosità.

“Qual era la parola antiforbice, signor vigile?”

“Eh? Sasso” rispose lui.

“Ma non ha detto, lei, quella parola prima”

“Be’, ma tirare fuori duecentocinquanta euro sono come una sassata, no?”

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