I vampiri nell’ospedale

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“Primario! Primario!”

L’infermiera arriva trafelata allo studio del primario. Ha il fiatone e ha appena spalancato la porta, il che ha fatto tremare molti oggetti prossimi all’uscio.

“Che succede, infermiera di cui non mi ricordo il nome?”

“È sparita un’altra sacca di sangue! È la terza in una settimana!”

“Maledizione!” il primario decide di battere i pugni sul suo tavolo in radica. “Non sarà mica Vlad? Gli avevo detto che…”

“No, non è Vlad” afferma l’infermiera. “Anche se non ho mai capito del tutto come può un vampiro fare il chirurgo”

“Sapessi”

“In ogni caso” prosegue la donna “deve fare qualcosa in quanto primario”

“Ne hai ben donde”

Il primario esce dalla sua stanza e si mette ad esplorare tutt’attorno, come se non conoscesse ogni singolo corridoio, ogni persona, ogni porta, ogni malato.

Spariscono delle sacche di sangue e Vlad è innocente. Chi può essere stato allora?

“C’è qualcuno che mette il sangue nella pasta, dottore?” chiese il signor Berry, un po’ scemo.

“No” dice lui.

“Il sangue è ferrigno, quindi perché non farci una forchetta?” chiede un altro paziente.

“No” risponde il primario.

“Il sangue scorre nelle vene o può anche uscire fuori?” chiede un terzo paziente.

“Ma che avete tutti? Sembra che la notizia sia trapelata”

Cerca e cerca, le sacche non si trovano neanche raccogliendo le testimonianze.

“Te l’ho detto, è stato Vlad!” esclama un dottore.

“Non direi” risponde il primario. “Anche perché io so perché le sacche non si trovano”

“In che senso?”

“Le sacche di sangue non sono fatte per stare nelle celle frigorifere in attesa di chissà cosa. Si sono installate da sole nei corpi di chi ne ha bisogno. Deve essere successo questo. Oppure c’è un altro vampiro in questo ospedale”

Vlad arriva improvvisamente.

“Impossibile, me ne sarei accorto” dice Vlad. È bianchissimo e ha due profonde occhiaie ma come risolve lui le emorragie, nessuno.

“Ecco fatto” sta dicendo un operaio.

“Che succede?” chiede il primario.

L’operai si mostra scoraggiato. “Non si ricorda? Ha spostato le celle frigorifere in un’altra ala dei sotterranei! Cosa si fa oggi come oggi per non pagare…”

 

 

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