Meglio del calcio.

 

Come ogni domenica, si giocava la partita di calcio. I tifosi erano tutti appollaiati, in ansia per l’una o per l’altra fazione. Tutti appesi al destino deciso da un solo pallone di cuoio.

Ebbene, a Piergiorgio piaceva il basket. Era venuto allo stadio perché, tutto preso dal fare cori anti calcio, era stato trascinato di peso e finito in tribuna, senza capacitarsi né del come, né del perché e nemmeno chi gli aveva pagato il biglietto.

 

Un sacco di facinorosi cantavano parolacce, bestemmie, insulti. Il tipo dei ghiaccioli lanciava con una precisione da tiro da tre il dolciume desiderato a chi lo aveva chiesto. In ogni caso, quella partita era talmente noiosa che non faceva che rafforzare la sua teoria secondo la quale il basket fosse infinitamente più veloce, più logico e più immediato. E soprattutto, non c’erano i minuti di recupero. L’arbitro ne aveva appena dati sei.

 

Il punteggio era assurdamente inchiodato sullo zero a zero. Lui era abituato alla settantina, ai tiri da tre, ai tiri liberi ogni trenta secondi… era impossibile finire sullo zero a zero. E in effetti, il punteggio nel basket era sempre incerto, anche con dieci punti sopra.

 

In quel momento, una delle due squadre aveva preso palla. Uno di quegli undici l’aveva lanciata lunga, come non era possibile fare nel basket in quanto il campo, essendo più corto, lascia intendere a passaggi più brevi e pensati. Anche perché non era possibile fare melina in modo da non sprecare i ventitre secondi effettivi di possesso.

 

In ogni caso il pallone arrivò a un attaccante. A giudicare dagli improperi, doveva essere un avversario. Oppure un giocatore di casa non particolarmente apprezzato.

 

Quel giocatore scese sulla fascia, mise in mezzo per l’altro suo compagno che, miracolosamente, ebbe preso la palla…

La palla sbatté sul palo, per poi ritornare dal difensore che spazzò via in una maniera che ricordava il rugby. Rugby che, a detta sua, era dieci volte meglio del calcio.

 

“Scusi” esordì a un ultrà che era ancora disperato. “Chi ha fatto palo?”

 

Gli venne dato un pugno sulla spalla.
“Ma lo sa lei che sarebbe ottimo per un incontro di boxe? Che è cento volte meglio del calcio?”

 

La partita finì di lì a poco, con l’assurdo punteggio di zero a zero, ma Piergiorgio ebbe a sentire “Ancora quel palo trema”, come se fosse possibile.

 

Nel basket i pali tremavano? No, perché i palloni finivano quasi sempre dentro la rete. Ah, che goduria.

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