Cavolfiori.

Immagine

Teodosio fa grandissime cose artistiche. Alzarsi dal letto la mattina, ad esempio, e nel tempo libero fa anche quadri.

Quadri belli, quadri brutti, quadri armoniosi e quadri di picche a fiori. Cuori.

“Teodosio” gli dico. “Fammi usare una delle tue matite acquerellabili, per favore”

“No” dice lui, mentre comincia appunto un nuovo disegno. Chissà se oggi farà un citofono come gli avevo suggerito?

Eravamo al bar, l’altra sera, e al quarto bicchiere gli avevo pur chiesto “Ti sfido a disegnare un citofono!” e lui, alterato come non poche cose, ha accettato con tanto di brofist.

E siamo a due giorni dopo, mentre lui sta appunto lavorando.

“Starei lavorando” fa notare Teodosio.

“Ebbene, fammi usare una delle tue”

“No” dice, come se avesse il potere decisionale sulle matite. Mi rivolgo direttamente a loro. Ad esempio, mi piace il colore verde e gli chiedo “Tu vuoi essere usato per fare un prato, invece delle strane contorsioni che Teodosio definisce come arte contemporanea?”

“Be’, in effetti non mi dispiacerebbe” risponde il verde. Sia io che l’artista guardiamo il colore parlante con tanto di occhi. Guardare con la bocca in effetti sarebbe stato un po’ più difficile.

“Ebbene, usami!” ordina il Verde. Si accoda anche l’arancione. Il blu lo fa dopo altri dieci minuti. Teodosio arriccia le labbra.

“Che succede? Come mai non siete contente della mia arte? Cioè, guardate! Questa tensione nelle linee nere su sfondo bianco ripercorrono diverse sfaccettature dell’animo umano, riflettendone le sue distorsioni rappresentate graficamente dalle curve!”

“Lo dici sempre eppure a me sembrano ogni volta delle linee messe senza senso” osservo. Tutte le matite acquerellabili si sciolgono in un applauso colorato.

“E quindi faremo questo prato” annuncio, ma la matita mi scivola.

Teodosio mi divide in due con lo sguardo.

“Allora? Cos’hai da dire sul colore che hai gettato impunemente a terra?”

“Che non l’ho gettato impunemente” mi difendo. “Anche lui vorrebbe colorare il pavimento. Vero Frank?”

Frank il Marrone annuisce. In effetti si mimetizza con le piastrelle.

Teodosio sospira. Dalla prossima volta, avrebbe fatto paesaggi.

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