La storia di Ambero

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Questa è la storia di Ambero. I suoi genitori avrebbero tanto voluto una femmina, tanto che, quando nacque invece il maschio, si rifiutarono di cambiare nome, che avrebbe dovuto essere Amber. E quindi Ambero visse con questo nome per diverso tempo. Cominciò a cavalcare e a tirare di spada, mentre tutti gli altri coetanei giocavano a basket, oppure a pallavolo, o semplicemente chiudendosi in biblioteca per diventare avvocato, ingegnere o semplicemente venditore di hot dog.

“Hai hot dog di gamberi, visto che ti chiami Ambero?” gli fu chiesto. Ambero rispose “No, non vendo hot dog, presto farò l’architetto”
In effetti Ambero fu assunto in un ufficio per architetti, progettato persino da loro. Col tempo, però, sentiva che quello spazio non facesse per lui. Anzi, a forza di vedere roba per donne come facevano i suoi genitori nei suoi confronti decise di vestirsi come tale.

Di giorno, dunque, Ambero era un rispettabile impiegato, anche se forse un po’ strano perché rispondeva sempre con “Gambero” quando gli si chiedeva qualcosa. Di notte, però, era Amber, com’era stata progettata. Una drag queen che andava avanti e indietro, pronta a soddisfarsi. La sua canzone preferita divenne ben presto “Memories”, perché la mettevano in continuazione nel suo ufficio.

Amber, quella notte, passeggiava cantando proprio quella canzone. Tutti gli automobilisti la fischiavano. Altri, invece, rimanevano incantati.

“Ma sai che è proprio la canzone che metto nell’ufficio?” disse a un tratto una voce.

Amber e John, il capoufficio, si ritrovarono faccia a faccia. L’uno al sicuro nella sua autovettura. L’altro, con borsetta, shorts e tacchi alti.

In quelle situazioni si potevano dire molte cose. John  ebbe a chiedere la domanda più ovvia del mondo.

“Gamberi?”

Amber porse un panino con i gamberi.

“Prendilo” sollecitò. “Prendilo, o sarò costretta a stare qui con questo panino a mezz’aria. Mi verrà l’acido lattico, dopo”

“Eh, non ci sta bene coi panini” disse John, mangiando con gusto quello strano pasto.

“Neanche con Ambero, il gambèro” disse Amber.

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