Un incontro inaspettato

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La signora Cornelia era un cornetto. Lo era, perché adesso è stata mangiata. In ogni caso in quel periodo era un cornetto fresco di forno e quindi era tranquilla ad aspettare il suo turno per essere presa e gustata con piacere.

“Sei dunque ben consapevole di quello che ti capiterà fra poco?” chiese un tovagliolo. “Sì, e mi piace sperimentare” rispose lei.

Cornelia era dunque un cornetto vuoto. Le piaceva girare i pollici, parlare agli altri cornetti, sperimentare se fosse vero che fuori dal bancone dove si trovava c’era caldo o freddo e insomma vedere se dentro di lei il lievito era madre oppure padre.

Quel giorno, però, tutto cambiò. Stava di fatto che era arrivato un barattolo. Cornelia doveva assolutamente sapere cosa ci fosse dentro, perché era un cornetto di metallo di vetro e quindi non era possibile mettere like da nessuna parte.

“Devo sapere cosa c’è dentro” disse Cornelia al suo vicino, il cornetto al cioccolato.

“Ah, è marmellata” disse lui.

Cornelia lo guardò con oltremodo scetticismo.

“Come fai a saperlo? È molto sospetto”

“Ma sospetta sarai, tu, brutta Cornelia vuota che sai solo di mollica!”

“Come osi rovinare il mio incontro inaspettato? La pagherai!”

Cornelia mitragliò il suo vicino con tutte le granelle di zucchero che aveva sulla schiena e il cornetto avversario fu costretto a fuggire.

Il barattolo nel frattempo si svita. È pieno di miele.

“Ah! Avevi detto marmellata, brutto buzzurro!” esclamò Cornelia, divertita. Decise di tuffarsi dentro quel concentrato denso di liquido ambrato.

“Ah!” Che pace! Adesso so di qualcosa!” commentò lei, estatica ma impossibile da prendere.

“Ed io? Il sapore del lievito non ti bastava più? Mi stai dicendo che sono grasso?” Il lievito dentro di lui era in lacrime, ma soffocava ormai sostituto dal miele.

“In ogni caso” rispose Cornelia “mi chiedo chi mi preleverà da questo barattolo. Mi sento così attaccata!”

Il miele ridacchiò.

“Cosa hai da ridere?” chiese Cornelia.

“Tu non hai proprio capito, vero? Il miele sarebbe dovuto finire DENTRO di te, non ALL’ESTERNO. Adesso diranno che tu sia caduta dentro questo barattolo e verrai mangiata con tanto di guanti”

Cornelia, se aveva una paura, era proprio quella dei guanti.

Un enorme indumento di lattice si avvicinò, dotato di cinque dita. Lo prese e lo portò lentamente in bocca.

“Dunque è questa la bocca! Non pensavo ci fosse una cancellata d’avorio! Si paga l’ingresso?”

“Si chiamano DENTI” disse la bocca, gola profonda. “Preparati ad essere masticata!”

E in effetti fu masticata, il tutto di fronte al cornetto al cioccolato, che ottenne la sua vendetta.

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