Il silenzio del sabato.

black and white black and white depressed depression
Photo by Kat Jayne on Pexels.com

Il sabato di solito, se non sbaglio, si fa caciara. La gente va in discoteca, o al pub, insomma si approfitta di questa serata per socializzare, per riposarsi, per fare ciò che il resto delle serate della settimane verrebbe un po’ più complicato fare, perché l’indomani ci si alzerebbe presto.

La musica alta, l’alcool, il vizio. Tutto ciò che non fa parte del silenzio, sogni singola settimana.

Questo sabato in particolare, però, c’è una sempre più esigua parte di gente che preferisce stare in silenzio, e radunarsi in piena notte… per stare in silenzio.

Per aspettare.

Con l’unica compagnia di una candela, che con il suo flebile segnale illumina le facce concentrate, ma speranzose e in attesa.

E costoro aspettano. Chissà. Sono davanti a un edificio, entrano. È pieno di orpelli, di croci, un uomo addirittura è totalmente diverso dal resto di quella piccola comunità, e ha in mano il cero più grosso.

Dico io, perché non vanno a fare casino come tutti gli altri? Come me, per esempio? Che ha questo sabato di così diverso, al punto da non fare come tutti fanno?

E stare in silenzio. Un silenzio assordante, ancora più del volume alto cui sono abituato. Ancora più della nebbia che mi dona l’alcool.

Un silenzio che ti costringe a stare davanti ai miei problemi, alle mie fragilità, alle mie piccolezze. A tutto ciò che ho fatto e che ho sbagliato nella vita.

E che, tuttavia, mi dice che non tutto è perduto. Basta una piccola lingua di fuoco posta all’estremità di una candela, e quei problemi, che pesano come macigni e che la musica e l’alcool riescono solo a stordire, spariscono totalmente.

Solo una piccola e silenziosa lingua di fuoco, che mi è stata data da una signora che mi ha visto smarrito. Che poi sì, sono entrato anche io.

Il tizio ammantato recita alcune parole in latino. Ma andiamo, non lo studio dalla scuola! È una lingua morta utile solo agli accademici!

E poi ci sediamo, si accendono le luci dell’edificio e cominciano le letture. Il tutto in silenzio. L’atmosfera è quella di quando si attende qualcosa.

Qualcuno. Qualcuno di importante, qualcuno che in realtà attendeva te, e non tu lui.

Arriva la mezzanotte e…

 

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