Sono io, non ricordi?

 

gold crucifix
Photo by Italo Melo on Pexels.com

Prima di leggere, accendete lo stereo e ascoltate questa canzone. Vi prego.

Vita grama, quella del messaggero!

Sì, ridete, ridete pure: per alcuni potrebbe anche sembrare il lavoro più bello del mondo, ma ahimè è tutta la notte che sono messo qui, seduto, ad aspettare che arrivino!

E vai di qui, e vai di là, senza neanche una pausa… beh, in effetti la pausa c’è stata visto che mi hanno detto di mandare questo messaggio e aspettare. Ma aspettare non vuol dire riposarsi! È da chissà quanto che sono qui!

Per non parlare dell’umidità della notte. Ah, per fortuna che io non mi ammalo mai, ma credetemi che io brividi di freddo penetrano nelle ossa. Ma è l’umidità che ti uccide, non tanto i colpi di freddo.

Oh, eccole. Sono tre. Due di loro si chiamano Maria… quanta fantasia!

Ma in ogni caso. Mi avevano pur detto di smetterla col sarcasmo. Ebbene, hanno le facce contrite. Hanno con sé degli olii, balsami e anche la mirra.

Sì, perché quaranta ore fa il loro Maestro è morto, sferzato dai violenti colpi di frusta prima e crocifisso dopo. Morto in tre ore di crudele agonia, conclusa con l’asfissia.

Ne hanno ben donde. Però… cosa dicono? Tendo l’orecchio.

“Come… come faremo a… spostare il masso?” sta dicendo una.

“Non ne ho idea” le viene risposto. “Magari chiederemo alle guardie che hanno messo i capi della sinagoga”

Ma chi? Quelli che sono fuggiti appena mi hanno visto? Eppure mi avevano detto che ero un bel ragazzo.

Se sono fuggiti alla mia vista, chissà che voglia avevano di rimuovere un masso per delle donne. Andiamo.

Stanno arrivando. Ormai dovrebbe essere chiaro che…

“Ma che succede? Qui è stato aperto!” esclama una. Un’altra va a vedere l’interno. Uno, due…

“IL MAESTRO È SPARITO! La tomba è vuota!”

Già. Ho una gran voglia di ridere.

Tanto vale che faccio il mio esordio in scena.

“Che succede?” esordisco. Le donne si spaventano. Già. Risplendo di luce e tutto, sono pure costrette a coprirsi la vista.

“Non… non troviamo il Maestro. Tu sai chi l’ha portato via? Sei stato tu? Vorremmo…”

Interrompo l’incespicare delle parole con un braccio.

“Via, su. Perché cercate fra i morti Colui che è vivo? È risorto, come aveva detto.”

“Che cosa? Che stai dicendo, uomo? Di’ la verità!”

Un po’ me lo aspettavo. Non tutti risorgono, e dire che lo stesso spetta a loro perché è così che Egli ha voluto… mi ritrovo a spiegarlo di nuovo, che Lui aveva pur detto che sarebbe risorto il terzo giorno.

E poi… il Sole in persona. Cinque piaghe ben visibili, ma un sorriso che ti apre il cuore.

“Sono io, non ricordate?”

 

 

 

 

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