Cercherò nel caffè

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Deglutisco. È un’ora che sono fuori e finalmente, dopo tanto penare, l’edificio mi si para davanti.

È enorme, da diversi piani. Già alcune persone spaurite come me fanno avanti e indietro. Non oso chiedere a nessuno, anche se fosse ho proprio la lingua secca. Non posso avvicinarmi a quella biondina e parlare solamente con le vocali rauche, come minimo mi arriverebbe una padella in testa. In ogni caso, è anche l’orario di appuntamento. Do un ultimo sguardo a come sono vestito. Impeccabile. Ho persino la cravatta: di solito non la metto, perché mi fa sentire vecchio.

“Stai benissimo” mi commenta una persona che non riesco a vedere. Vorrei ringraziarla, ma poi mi rendo conto che non c’è nessuno attorno a me.

Poi tiro un sospiro di sollievo: è solo una madre che dice al figlio che sta benissimo pur con una sirena conficcata sulla testa.

O forse è un brufolo.

Entro.

Salgo al piano indicato e mi apre una segretaria, che mi dice di aspettare proprio accanto alla macchinetta del caffè.

Aspetto un quarto d’ora, e nel frattempo ripasso quel che devo dire. Un corpo immerso in un liquido è un biscotto… sì, questo lo so.

Quando il puntatore clicca due volte apre un file. Ok, lo so.

Occorre mettere il sale nell’acqua della pasta. Va bene.

“Signore?”

Mi si chiama. In effetti sono passate tre ore e mezza e ancora sono qui. Evidentemente questo rubinetto di caffè che perde è particolarmente affascinante.

“Il dottore al momento non è arrivato. Può passare domani per il colloquio?”

Ah, no! Tutto ma non questo! Mi alzo e vado a cercarlo! Chiamo il mio elicottero personale.

“Sì dimmi” dice il mio velivolo, creando un caos acustico notevole.

“Ispeziona il circondario” comando. “Io cercherò nel caffè”

Metto un occhio dentro la cannuccia ed è vero: il capo è lì, dentro la macchinetta.

“Vi comanderò ognuno di voi “dice con voce fonda. Poi spara un laser cercando di incenerirmi. Vuol dire che sono assunto o che lo zucchero sarà assunto assieme a me?

E se la macchinetta fosse il capo?

E se il mio capo fosse una macchina? In tal caso…

Un momento, ma certo! Tutto è stato congegnato perché io potessi versare il caffè al capo! Sono assunto!

 

 

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