Le avventure di Giraven/2

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e i bracconieri

“Perché così dev’essere!”

Con quell’esclamazione Snapurzio come abbiamo visto ha spiazzato tutti.

Giraven risponde dunque “Non è con questa affermazione che ti salvi dai miei raggi laser!” e stringe gli occhi, ma a quanto pare funziona solo se li si sgrana.

Ma Snapurzio si mette a ridere. “Ti ho donato questo potere perché ho bisogno di aiuto. Non sentirti privilegiato o altro, ma devi venire con me e ho bisogno del tuo potere”

“Giusto, va’ un po’ ad aiutare Snapurzio, eh” s’intromette l’albero, che deve capire perché le sue foglie sono amare, ed è per quello che ha parlato in maniera infastidita.

Così Giraven gli spara due grossi dardi sulle radici e comincia a pavoneggiarsi. L’ha presa bene, la giraffa, quindi per una volta le crisi mistiche e di coscienza nell’avere un nuovo potere sono state saltate.

E meno male.

Snapurzio e Giraven cominciano dunque ad avviarsi verso il luogo e nel frattempo incontrano le solite conoscenze che si stanno alzando per il nuovo giorno.

Come ad esempio l’airone guardabuoi Confatta, che ha ancora l’abilità di tagliare la strada ai rinoceronti.

“Oh, sei tu” dice sbuffando Snapurzio.

“Beh, sai che questo è il mio territorio” ribatte infastidita Confatta. È pure femmina, già.

“E cosa ci fai in questo stagno inutile e puzzolente?” chiede il rinoceronte, rinnegando il proprio bagno.

Fino al giorno prima si stava rotolando in quello stesso stagno e coi suoi amici spaventava gli altri aironi e le rane toro, tanto che una di quelle aveva cercato di incornarlo, ma era rimbalzata affondando nel fango e tutti i suoi compagni si erano fiondati a salvarla.

“Guardo i buoi” risponde annoiata Confatta.

Sia Snapurzio che Giraven si voltano all’ultima frase per verificare che l’airone guardabuoi stesse tenendo fede al proprio nome.

E in effetti una coppia di bufali neri si stava accoppiando davanti a tutti.

“Ah, oggi abbiamo Confatta in versione voyeur” la provoca sarcastico Snapurzio. Lui ha sempre detestato i bufali neri, sia perché erano grossi quanto lui sia perché hanno una miriade di schiavi parassiti disposti a proteggerlo, Confatta compresa.

“Spiritoso” fa Confatta. “Ma voi che ci fate qui?”

Il rinoceronte ghigna. “Giraven, fa vedere a Confatta perché i rinoceronti comandano negli stagni”

Giraven sgrana gli occhi e spara una mezza dozzina di raggi laser in direzione della coppia di bufali facendoli scappare.

“Tsé, dilettante” commenta Confatta. “io sono in grado di sputare fuoco”

Entrambi sgranano gli occhi, Giraven fa partire un paio di raggi che però vengono abbrustoliti dalla potenza delle fiamme dell’airone.

“Beh? Non avete mai visto un airone sputare fuoco?” chiede lei.

“No!” esclama la coppia e, allontanandosi con circospezione, prosegue per la sua strada, finché Snapurzio non si ferma e fa vedere alla giraffa quale fosse l’obiettivo.

“Se ti ho fatto pervenire i raggi laser al posto mio” spiega sottovoce “è perché ho bisogno di una tua carica per fermare quei bracconieri. Li vedi? Sono quegli stupidi lì, e stanno cercando di rapire un rinoceronte mio amico per rivendere il corno”

Giraven annuisce. “Chissà perché, poi”

“Beh, come sai, il mio corno si illumina” afferma Snapurzio.

“EH? Vedere”

Snapurzio fa rientrare gli occhi e d’un tratto il corno al posto del naso si illumina di luci psichedeliche, oltre a far partire un boato assordante tipico delle sirene.

“Non è un granché come dono, ma perlomeno tiene lontano chi non vuole trapanate le orecchie”

“Già” dice Giraven.  “Allora, vado e li colpisco?”

“Sì. È la cosa migliore.” Risponde l’altro animale.

Così la giraffa si muove, prendendo una specie di rincorsa.

Uno dei tre bracconieri si volta. “Una giraffa ci sta attaccando”

Ma quello alla sua destra sghignazza. “Ma dai, Albert! Non fare lo stupido e punta quel rinoceronte!”

E invece Giraven avanza verso di loro e il primo bracconiere a destra, quello che è rimasto in silenzio, comincia ad urlare lasciando gli altri due alle prese con Giraven.

“Non farete mai più i bracconieri!” esclama Giraven, dall’alto del suo collo lungo.

“Ahahahah! E perché, cosa fai altrimenti? Ci spari dei raggi laser?” chiede il bracconiere Albert.

Giraven ne spara uno chiudendo l’altro occhio. Questo convince i due umani a fuggire a gambe levate, sempre comunque bersaglio dei raggi.

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