La frutta non di mare, al mare.

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Di solito alle balene piaceva nuotare nel profondo oceano. A Elèna la balena, tuttavia, piaceva fare polemica. “Le onde sono salate, non mi piacciono. Mi rendono la pelle secca.” Stava dicendo ad alta voce, volutamente per poter essere sentita. “Ma… alle balene piace!” esclamò perplessa una medusa, di solito molto informata. “Alle balene piacerà pure” intervenne uno squalo “Ma… alle banane?”

“Cosa vuoi dire, squalo?” chiese la medusa. “C’è per caso qualche essere vivente che non ho mai morso?”

“Calma, medusa, torna a fare film da Oscar” la consigliò la balena. “Caro squalo, stavolta mi hai messo una certa curiosità addosso” agitò lo sfiatatoio, e da quello uscì uno sbuffo che sapeva tanto di curiosità. “Andrò alla ricerca della banana perduta”

“Portala da me! Voglio friggerla!” le ricordò la medusa, e così Elèna la balena partì verso l’ignoto, tale che X tendente a infinito. Elèna, per prima cosa, incontrò due pesci spada. Spada laser.

Si stavano esercitando. Incuriosita, dato il peso che lo squalo le aveva messo addosso, andò ad ascoltare. “È mio!” diceva uno. “Le cose giuste!” esclamava un altro. Al che Elèna chiese “Scusate, passa di qua la banana?” e i pesci spada, guardandosi, esclamarono “Mare, profumo di mare!”

Detto quello si diressero verso di lei per attaccarla . Elèna sospirò, vedendo quell’inutile facezia, infatti entrambi i pesci spada cozzarono contro corpo di Elèna, cadendo perdendo i sensi. Elèna incontrò allora un tonno. “Scusami” disse.

“Dimmi” disse il tonno.

“Ma tu, la banana…?”

“Ma come ti permetti? Ti denunzierò per molestie!”

“Ma scusa, dove vai se la banana non ce l’hai?” chiese la balena.- “E comunque, non volevo dire niente di che”

Il Che se ne andò via offeso.

“Mi chiedevo se avessi visto una banana da queste parti”

Il tonno si mise a ridere, una risata che creò alcune onde che infastidirono il cetaceo, ché abbiamo detto essere sensibile al sale. “Ma mia cara!” Se avessi visto una banana vuol dire che mi avrebbe superato! E lo sai che i tonno sono insuperabili!” Elèna, se avesse avuto le mani, le avrebbe sbattute sulle fronte. “È vero, che sbadata! Non ci avevo pensato… buona cena allora!”£ Il tonno rimase perplesso, ma poi venne catturato e capì. A Elèna non rimase che tornare dalla medusa, dallo squalo e dalla stella marina, ma non c’era prima. Che fosse venuta fuori solo dopo?

“Allora! La banana l’hai ritrovata, così ci infilo la corrente?” chiese la medusa.

“No” disse la balena, e la medusa esplose, lasciando diverse scintille. La stella mattina espresse un desiderio e se ne andò.

Lo squalo commentò “Chi dorme non piglia pesci, e il pesce che dorme non piglia una banana” Elèna annuì, ma forse aveva capito perché aveva fallito, legge di Murphy a parte: la banana era troppo dolce per quel mare troppo salato.

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