Dagli occhi del mio smartphone.

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Terzo appuntamento donato dagli esercizi di Frostales, che sono stato felice di sviluppare. Spero che sia stato un lavoro ben fatto!

Esercizio N° 3

Esercizio sul punto di vista

“Racconta una tua giornata tipo vista dagli occhi… del tuo smartphone!”

Nulla di più semplice! …o forse no?

(Se scegliete di postare la storia su qualsiasi sito di scrittura, ricordate di taggare l’iniziativa “esercizi per l’estate” de “La Tana dell’Animale Asociale”)

Dagli occhi del mio smartphone.

 

Credete davvero che agli smartphone piaccia il ruolo di comando che gli umani ci hanno attribuito?

No, fidatevi.

A parte che stare accesi tutto il giorno è una fatica anche per la batteria, ma dobbiamo continuamente ricaricarci e… ah, ma voi volete che vi descriva tutta la giornata?

È presto detto. Ecco la giornata tipica del mitico IPhone di Aven90, padrone di questo blog e dominatore di articoli.

Ovviamente, vengo acceso la mattina presto, come se Aven avesse fretta di non vedere nessuna notifica. Lui ha Whatsapp, Telegram e Instagram, oltre che Facebook. Nessuna di queste applicazioni ha mai notifiche, e quando le ha sono notifiche di gruppi che Aven non legge, mai, per nessuna ragione. A meno che non lo menzionino, ma di solito è per dire: “Aven hai visto questo? È blu!”

Tant’è che so che Whatsapp poi si mette a dire “Ehi ma qui non ci caga nessuno!”

“Che schifo la cacca!” esclama Telegram. “Per fortuna io ho il Transcriber Bot!”

Whatsapp rimane ammutolito. Usare il bot per trascrivere gli audio è come barare. Instagram nel frattempo si fa un selfie. Sapete, quelli che i vecchi chiamano “Autoscatto”.

Una volta appurato che non un cane lo cerca, Aven va su Facebook, che spulcia mentre… be’, avete capito. Anche lui deve espletare i suoi bisogni fisiologici, no? Non è come le idols che non la fanno o la fanno profumata!

In questo frangente c’è l’applicazione Google Drive che si mette a dire “Ehi! Ma com’è che qui non arriva mai nessuna bomboletta di profumo francese?”

“Fagioli” risponde l’applicazione di Harry Potter. Eh sì, Aven si sente ancora un ragazzino nonostante sia prossimo ai trenta. Cioè, il prossimo anno che compirà sarà il trentesimo e ancora gioca ai giochi, assurdo!

Anzi, forse proprio per questo…

In ogni caso, Aven controllerà ogni cinque, dieci minuti se arrivano notifiche, ma l’unica cosa che arriverà sarà un SMS di un negozio di scarpe e la chiamata tipica di suo padre. Ogni tanto, però, può capitare che lo chiamino fuori per uscire, ma sarà sempre una cosa sporadica.

Infine, Aven starà sempre attaccato al telefono come fanno i giovani di oggi. Si sente un influencer, perché deve interessarsi ai fatti di tutti, commentandoli e misurandoli secondo i suoi ragionamenti. E io mi sento presa, posata, toccata in tutti i punti. Le sue dita che mi fanno il solletico ma lasciando solamente impronte su impronte, in maniera molto poco igienica.

Tutto il giorno così. C’è da dire, a suo favore, che una volta giunta la cena Aven spegne il cellulare, quando non gli serve.

Quindi ho un sacco di tempo per dormire! Che bel lavoro!

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