Le avventure di Giraven/4

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e i problemi con la vista

Abbiamo visto nello scorso episodio come Giraven abbia avuto problemi di relazione sociale. Ma prima di tornarci su, Giraven viene fermato da una mandria di struzzi che meglio non aveva da fare che sbarrare la strada non solo a Giraven, ma a tutta la narrazione.

Giraven guarda con circospezione quelle creature brutte e piene di piume.

“Ebbene” dice “perché non mi fate passare?”

“Dobbiamo passare prima noi, non credi?” ribatte l’arguto struzzo che si è fermato per rispondere, poi riprende la corsa.

Giraven è stizzito da questo comportamento, ma poi osserva grazie al suo collo lungo che la mandria, o branco, o quello che è, si profila essere assurdamente lunga.

Quanti struzzi conta l’Africa? Ebbene, forse sono tutti ammassati solo in quella porzione, tanto da distruggere l’intero ecosistema delle altre regioni.

Insomma, Giraven non avrebbe sopportato ancora per molto quella situazione.

È un tipo molto poco paziente, in gioventù aveva litigato con un’acacia perché non era ancora germogliata, così aveva chiesto alla zebra sua amica di urinarci sopra, solo che alla zebra in questione non le scappava in quel momento.

Così Giraven leccò le sue labbra e se ne andò stizzita.

E adesso si trova lì, in attesa che finisse l’ingorgo. Come sappiamo gli struzzi hanno il super potere di correre ad elevata velocità, solo che questo gruppo non lo sta applicando. Ci sono diversi motivi per cui non lo stanno utilizzando, uno su tutti la voglia di disturbare le giraffe, facendoci continuare questo episodio di Super Quark  Passaggio a Nord Ovest questo capitolo.

“Ebbene?” chiede di nuovo Giraven, stizzito. “Fatemi passare e forse non vi scaglierò uno dei miei famosi raggi laser!”

“Ma se non sai nemmeno di cosa sono composti…” gridano di rimando taluni.

Ma la provocazione va a segno: vediamo infatti la giraffa barcollare e  balbettare, e muovendo la bocca come se stesse masticando volgarmente, in un suo comportamento peraltro tipico.

“Ehm… devo vedere Snapurzio un attimo” butta lì, ma guardandosi attorno, non lo vede.

“Oh, cielo! Dov’è andato?” questa la domanda inespressa e lasciata intendere dal suo sguardo perso.

Gli struzzi continuano a passare.

Tornato un attimo indietro, cerca disperato, tanto da essere costretto a chiedere anche agli uccelli.

“Scusa, Ibis sacro” chiede a lui che è uso a camminare sulle acque.

“Non chiamarmi Ibis Sacro! Ce l’ho un nome o no?” ribatte quello, in estremo disappunto.

“Ehm… come vi chiamate, di grazia?”

“Digrazia, stolto” dice l’Ibis. “Comunque, non ho visto il rinoceronte Snapurzio, ma ho visto il rinoceronte Catafratto e suo cognato Miserecondo, se li vuoi puoi anche chiamarli”

Giraven scuote la testa e comincia a urlare forsennato.

“SNAPURZIO! TI CERCO E NON TI TROVO!”

“Se non mi cercassi forse mi troveresti, ti pare?” annuncia sibillino il suddetto rinoceronte bianco, dall’alto del suo manto grigio.

“Non ti vedevo proprio, Snapurzio” risponde Giraven, un po’ perplesso dal fatto che in realtà il suo amico non ha un manto candido come potrebbe suggerire il nome, ma grigio. Che abbia sbagliato candeggio?

Ad ogni modo, il rinoceronte squadra la giraffa e dabbasso ventila imperterrito “Secondo me hai dei problemi di vista: non mi hai visto che ero proprio alla tua sinistra, a non più di tre metri?”

Giraven abbassa il collo lunghissimo, sconfitto. Da ora in poi avrà bisogno degli occhiali oppure ne farà a meno? Cosa sceglierà, dunque? Lo stile o il quattrocchiesimo?

Se non altro, gli struzzi continuano a passare.

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