Bouillabaisse con orologio

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“Non posso credere di essere stata pescata per… questo!”

La trota aveva ben donde di lamentarsi, infatti era proprio lei a stare sul ripiano di cucina in attesa di essere sfilettata. L’arancia la capiva, e segni di stima erano arrivati anche dall’aglio.

“Eh, lo so” disse il coltello. “Stiamo per fare una Bouillabaisse con tutti i crismi, per l’amore che sta per arrivare stasera. Sarà pieno di passione, amore, e anche un po’ di zuppa. A trentacinque gradi”

“Eh lo so, ma d’altra parte in Francia il quattordici luglio cosa vuoi mangiare? Un parigino?” disse la terrina.

“Ma magari fosse un parigino! Hai mai mangiato un panino con le trote?”

Nessuno parlò, anche perché non avevano idea di come csi cucinasse una Bouillabaisse. Soprattutto, la trota chiedeva aiuto all’orologio, perché era l’unico oggetto che riusciva a vedere.

“Aiutaci. Non voglio essere sfilettata e farmi le terme con questo caldo!”

“Le tredici e cinquanta” rispose l’orologio.

“Avanti, so che sai parlare!” incalzò la trota. “E non solo, risolvi anche problemi come ad esempio distinguere il lunedì dal martedì”

“Sì… però no” disse l’orologio. “Mi toccherebbe fare il piatto”

“E fallo! Dai, avanti, che si sta avvicinando il coltello!”

L’orologio ci pensa, e ci ripensa ancora, facendo passare una manciata di secondi. “Le tredici e cinquantuno”

“E quindi? Cosa mi cambia?” disse l’acqua calda. “Aiuterai la trota oppure dovrò sudare per il caldo?”

“Un momento” disse l’orologio. Fece una rincorsa e cadde.

“Oh, acciderbola!” esclamò in francese la persona che doveva cucinare. Non riesco a vederla, ma sicuramente si stava chinando per raccogliere l’orologio. Era stato un chiodo che era stato stufo di reggere quell’apparecchio.

“Adesso passiamo alla fase due” dichiarò la trota. “Dobbiamo sicuramente eliminare il pesce. Non può esserci Bouillabaisse senza pesce”

La  trota pensò intensamente.

“Un momento, sono io il pesce”

Lo disse, ma la situazione era diventata interessante anche per lei. Voleva da sempre imparare a saltellare, così saltellò in direzione della finestra, fino a rituffarsi in mare.

“Abbiamo preso la Bastiglia!” esclamò l’aglio. Tutti lo guardarono.

“Be’, no” disse l’orologio. “Quell’avvenimento è datato…”

“Sì, lo abbiamo capito, grazie!” ripeterono tutti in coro.

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