Colazione

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Colazione

Giangiacomo è un tipo veloce. Si sveglia e subito va in bagno, e prima di andare in ufficio prende solo un caffè volante. Sa che ogni giorno, alle sette e mezza, passa un caffè. Apre subito la finestra e, dopo aver scacciato un moscone,e prende il suo caffè. Lo beve, non lo trova di suo gusto anche perché con tutte le cose che ci sono nell’aria quel caffè fa anche un po’ schifo e meno male che non ci hanno cagato i piccioni, e vola via lui stesso in ufficio.

Giangiacoma, invece, è molto più lenta. Si alza allo stesso orario del compagno, ma quando lui è già sulla porta per andarsene, lei ha appena messo il piede sul pavimento dopo aver abbandonato il cuscino.

“Oggi non mi porti la colazione a letto?” chiede Giangiacoma al compagno, già sull’ascensore.

“No,m perché insomma tu vuoi caffè, latte, yogurt, croissant e succo d’arancia! E chi ce l’ha il tempo per fare tutte queste cose? Gli ingredienti non entrano mica dalla finestra!”

Giangiacomo dimentica che lui stesso usufruisce il servizio Caffè Volante, un’idea della nota marca per ottimizzare i tempi, dal produttore al consumatore. E, al tempo stesso, far smettere ai tempi di lamentarsi perché in effetti non si può sentire sempre la stessa lagna del tempo che fugge. Ottimizziamoli un po’.

Giangiacoma, non si sa come, capisce cosa intende dire il suo compagno, così prepara la sua colazione. Il caffè deve essere espresso, nero, con un po’ di zucchero a parte che non metterà mai. Il late deve essere parzialmente scremato UHT a lunga conservazione, ma anche a lunga conversazione, perché la donna poi si mette a chiamare sua madre, tutti i giorni, per trentacinque minuti di media di telefonata. Circa lo yogurt, Giangiacoma è abituata a prenderlo magro, ma ogni tanto si concede una piccola variazione sul tema. Ma piccola.

Il croissant deve essere rigorosamente vuoto e il succo d’arancia servito dentro un bicchiere grande, altrimenti non ne sente il sapore.

Tutte queste cose non vanno in contrasto, anzi, vanno molto d’accordo. Il problema della donna, però, è che mangia poco o nulla di quello che lei stessa prepara. Lo mette rigorosamente negli stessi punti di sempre e poi…

Poi Giangiacoma diventa un citofono, perché ovviamente il citofono di casa loro è rotto, e quindi chi lo deve fare se non lei?

“Ecco perché la colazione robusta!” dice il portone.

“Certo” risponde lei, ormai vestita da citofono. “Metti caso che uno viene e bussa due volte, tipo il postino. Deve trovare un suono energico, mica uno smorto!”

Il portone se lo segna negli appunti.

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