Le avventure di Giraven/8

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e i teschi di cristallo

… uno sciacallo.

“Oh! Uno sciacallo! Scappiamo!”

Ma lo sciacallo sogghigna malefico. “… E abbiamo qui due sventurati che fortunatamente sono precipitati dalla rupe, ma sono rimasti illesi. Come vi sentite dal fatto che non vi siete infortunati? Avete qualche dichiarazione da fare?”

Giraven conosce bene le brutte domande dell’animale, così decide di non rispondere.

“Su avanti, lo stiamo facendo per il pubblico! Il pubblico, infatti, deve sapere! Corvo, un’inquadratura sulle facce sconvolte, per favore!” ordina lo sciacallo, e il volatile, che viva o no nella savana, si avvicina squadrando il saltarupi e Giraven, che terrorizzati decidono di scappare.

“Ehi, non ho ancora accusato nessuno da sbattere in prima pagina senza prova alcuna!”

Ma ormai è troppo tardi. i due sono ormai lontani e si stanno abbeverando in un lago.

“Beh, non è facile liberarsi dagli sciacalli, ma alla fine l’abbiamo seminato” commenta il Saltarupi, lontano dal suo habitat.

“Già” risponde, tremando terrorizzato. “Non riesco a credere che esistano creature del genere. L’altro giorno è caduta una frana e gli sciacalli erano lì non solo per mangiare le carcasse dei miei compagni morti, ma anche per chiedere ai vivi come si sentono nel vedere i loro compagni morti. Terrificante, e i corvi che si prestano a fare da telecamera, pazzesco”

Non deve stupire se gli animali conoscono oggetti come le telecamere. I safari e i documentari fanno parte integrante ormai della vita della savana.

Così come gli sciacalli.

Separatisi e rimasto solo, Giraven vaga solitario sperando di sparare raggi laser a qualcuno.

Il suo desiderio gli si palesa davanti quando trova un esemplare di lucertola placcata dalla gola gialla dentro un cespuglio.

“Ehi! Perché ti nascondi dai miei raggi laser? Stai nascondendo un segreto?” chiede Giraven, stizzito.

“Beh, ecco… mi hanno detto di fare la guardia, ma non riesco a non nascondermi quando si avvicina qualcuno” risponde la lucertola.

“Ti capisco, io sono terrificante con i miei raggi laser”

“Anche io“ ribatte la lucertola, che prende a gonfiarsi e diventare un dinosauro, pronto a sparare cannoni laser. Ma poi torna allo stato originale.

“Che ne dici?” chiede.

“Ehm… forse è meglio se vado avanti, sai, ho un impegno e…”

“Il tuo unico impegno adesso è partecipare alla cerimonia dei teschi di cristallo” lo interrompe la lucertola, che lo conduce in una grotta lì vicino.

È terrificante, buia e soprattutto un’accozzaglia di animali tutta assiepata lì attorno a una serie di teschi di cristallo disposti come a ricordare un esagono.

Giraven è sorpreso dunque nel vedere un’antilope dik dik, un cobo, un babbuino, un istrice e un leone tutti assieme appassionatamente, come se dovessero fare chissà che cosa.

“Cosa dovete fare?” chiede Giraven, come prima cosa, ma il leone batte una zampa a terra imponendogli il silenzio.

“Facciamo entrare il Grande Stregone, che deciderà sulla tua sorte!”

Addirittura il felino riconosce la superiorità di qualche animale, ma Giraven si accorge che ognuno di loro indossa un medaglione viola recante lo stesso simbolo disegnato a terra con quello che sembra sangue e forse lo è. Che sia quello che riconosce un membro di quel gruppo o setta o organizzazione criminale?

In quella, arriva un elefante. Se Giraven credeva di essersene liberato, si era sbagliato e adesso l’essere pachidermico lo stava squadrando da quegli occhietti furbi e anche un po’ sadici.

“Siamo qui riuniti oggi per celebrare la nascita dell’Animale Definitivo, un essere che metterà a posto la savana da quelli come te che ficcano il naso ovunque” esordisce l’elefante.

“Sì!” esclamano tutti. Il leone aggiunge “In qualità di Re della savana, è mio compito appoggiare questi volenterosi. Hanno promesso che daranno al mio regno la creatura che saluteremo oggi come Animale Definitivo.”

“Che nome avete scelto?” chiede Giraven ingenuamente.

“SILENZIO! Non sono affari tuoi! Dik Dik!” lo becca infastidita l’antilope dik dik.  “Comunque, abbiamo deciso di chiamarlo Rigobina, e al diavolo se sembra un nome da femmina. Dik dik!”

Ogni qualvolta che l’antilope fa quello strano verso, Giraven sente prurito nelle macchie marroni. E non può grattarsi, in quanto non ha le braccia e le zampe sono a metri di distanza.

“Bene! Si dia inizio all’Incantesimo!”. Il tono etereo che ha usato l’elefante avrebbe potuto mettere paura anche al più coraggioso degli sciacalli, che in effetti sono all’esterno per registrare tutto.

Dopo averlo pronunciato, una grande nube si solleva sul pentacolo. Tutti si aspettano di trovare un animale gigantesco e pronto per uccidere, ma quello che ne viene fuori è sbalorditivo all’ennesima potenza.

Rigobina è un toporagno elefante, un essere minuscolo a forma di topo, dal manto nero e il volto arancione, con una proboscide al posto del naso.

“Ma… avevamo chiesto un animale potente che racchiudesse un topo, un ragno e un elefante!” esclama il babbuino.

“Beh, ed è stato fatto” ribatte il toporagno elefante. Al che Giraven realizza di essersi salvato, per stavolta.

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