Le avventure di Giraven/9

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e  la minaccia fantasma

Giraven non è mai stato un tipo credulone.

Ma quando gli hanno chiesto di andare a vedere se esistevano i dinosauri, non pensava che la savana fosse in realtà complessa e piena di segreti, citandone uno per tutti il leone che fa parte di una congrega che punta a costruire l’animale definitivo, per poi partorire il topolino.

Anzi, il topo ragno elefante. E Giraven, visto che si è intrufolato nella grotta segreta, per punizione decisa dall’istrice avrebbe dovuto accudirlo nei primi gironi di vita, per capire se avesse qualche potere particolare.

“Io direi invece di eliminarlo, di accudire quella bruttura finché non dimostra qualche potere interessante” aveva detto l’istrice.

“Ah, sì? E perché, tu che potere hai?” chiese Giraven.

L’istrice rincorse la giraffa per tutta La caverna lanciandogli i suoi aculei. Non è stato molto piacevole, inoltre l’antilope dik dik continuava a fare quel verso fastidioso che provoca prurito.

Così, tornato a casa, Giraven piazza l’animaletto su un ramo di un albero e lo osserva attentamente, stando bene attento a non incenerirlo.

“Tu” esordisce la giraffa “mi hanno detto che ti chiami Rigobina. È vero?”

“Sì” risponde.

“E sei femmina?”

“Sì” annuisce.

“E devi essere l’animale definitivo?”

“Sì” ammette.

“Non ritieni di essere un po’ presuntuosa?”

“Sì” dichiara.

“Sai dire solo sì?”

“Sì” asserisce.

Giraven impazzisce e decide di fare un giro, portando con sé il toporagno elefante, che la Congrega gli ha affidato.

“Come ci si sente nel vedersi accudire un animale non voluto?” chiede quasi in maniera isterica lo sciacallo.

“Male, e adesso spostati” ribatte tuttavia la giraffa, e così dicendo lo fa fuggire grazie ai suoi raggi laser. È palese la soddisfazione nella faccia di Giraven quando spara raggi laser, perché i raggi laser sono poesia.

In ogni caso, lo sciacallo ne ha paura e scappa, seguito dal fedele volatile che funge da telecamera. Così Giraven si trova in un punto della savana che non conosce e pieno di spifferi.

“Beh, questo posto non mi piace. È desolato ed è pieno di spifferi” sentenzia appunto la giraffa, che si guarda attorno sospettosa.

“Beh, non è che non sia pieno di spifferi. Sai, siamo all’aperto” dice il toporagno, nominata Rigobina per comodità.

“Ciò non toglie che sia pieno di spifferi” ribatte Giraven, per poi incontrare un mamba nero che strisciante lo minaccia col suo fare sinuoso.

“Salve, Giraven” lo saluta. “E così hai deciso di venire, eh? Guardati attorno. Cosa vedi?”

Giraven fa un excursus del paesaggio e elenca: “ Beh, un lago nero pieno di rinoceronti, una pianura piena  di spinifex per niente pacifici, alberi spogli qua e là, e un babbuino che gusta un casco di banane con evidente soddisfazione. Tutto come al solito. Cosa c’è di strano?”

“C’è di strano che c’è un fantasma. Qui. Che ci minaccia” risponde il mamba nero. “Io vorrei infilzarlo col mio veleno potentissimo, ma non riesco. Puoi cercarlo tu con i tuoi raggi laser?”

“Sì beh, non è che ho scritto “risolvo problemi” sui fianchi, eh” fa notare Giraven con disappunto.

“In effetti sì” precisa il mamba. “Da unì’occhiata ai tuoi fianchi sull’acqua”

Ben sapendo che Giraven non può girarsi, la giraffa va dunque a vedere il proprio riflesso anche a costo di disturbare i rinoceronti.

E in effetti una scritta traslucida campeggia sia a destra che a sinistra dell’animale.

“Ma chi è stato?” comincia a chiedersi in preda al panico.

“Appunto, un fantasma! Devi fermarlo e abbrustolirlo coi tuoi raggi laser!” esclama il mamba nero.

Così Giraven, assoldato per quella missione, comincia a cercare.

Durante la sua cerca, la giraffa si accorge di avere un altro essere sopito su per la schiena.

È grosso e con un guscio molto elaborato, con disegni psichedelici che promettono epilessia a prima vista.

“Ma che ci fa una chiocciola gigante su per la schiena?” chiede Giraven alla sua amica fidata.

Ma il toporagno risponde “Non posso avere un’amica? Devo dirlo al leone che mi costringi ad essere asociale?”

Giraven comprende che non c’è motivo di scomodare Sua Maestà e prosegue per la sua cerca. Ma più va avanti più si rende conto che la minaccia non è visibile, o perlomeno non a lui, che ha gli occhi potenziati dai raggi.

“Ma non scherziamo!” esclama furibondo al mamba nero che per qualche motivo è di nuovo di fronte. “io ho una vista potentissima e non vedo niente, quindi ritengo che tu mi stia prendendo in giro!”

“Davvero?” ribatte il mamba nero. “E chi ti dice che tutto quello che stai vedendo è una finzione?”

“Cosa vuoi dire?”

“Giraven, con chi stai parlando?” chiedono in sincrono Rigobina e la chiocciola sua amica.

“Col mamba nero, no?”

“Non c’è nessun mamba nero…”

Al che Giraven torna lentamente a girarsi verso il serpente e… non trova niente.

Giraven non è mai stato un tipo credulone.

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