Perdersi dentro un bicchiere.

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“Secondo te perché si vede tutto sfocato?” chiese Lugoberto, rivolto a Giacomalda.

In effetti era da qualche minuto che lui vedeva tutto sfocato, e quindi chiedeva lumi alla ragazza, la quale però aveva sulla sua faccia due occhi diversi da lui. Non era sicuro, di conseguenza, che anche lei vedesse sfocato.

In ogni caso lei disse “Probabilmente è perché siamo finiti dentro un bicchiere”

Era vero. Lui e lei erano finiti dentro un bicchiere, ma per capire meglio cosa fosse successo, occorre andare a qualche minuto prima.

Stava di fatto che Lugoberto aveva detto “Ma tu sai se per caso sai fare la O con un bicchiere?”

Giacomalda rispose “No, ma so tuffarmici”

Detto, fatto. Salì su un trampolino e si tuffò carpiato con triplo ritorno a pois. I giudici, sbucanti dal nulla, le diedero un sacco di voti buoni e meno buoni.

“Oh” disse Lugoberto. “Però adesso puoi risalire su”

“Ehm…”

Lugorberto rimase perplesso.

“Cosa c’è?” chiese.

“Non riesco a salire”

Lugoberto si chiese perché, ma, invece di chiedere approfondimenti su quell’argomento, scese anche lui dentro il bicchiere. Non sapendo neanche lui come risalire, ecco che ritorniamo all’inizio della storia.

“Secondo te perché si vede tutto sfocato?” chiese dunque Lugoberto.

“Perché non sappiamo salire! Non c’è ascensore né tantomeno scale! Come possiamo fare, chiamare una mongolfiera?”

“Eccomi!”

Un cucchiaino, guidando una mongolfiera, riesca a catturare i due presunti speleologi e a trarli in salvo, pronti per la prossima perdita.

“Però la prossima volta mi faccio pagare” disse il cucchiaino, stufo di dover sempre tirare fuori di volta in volta il caffè, e poi gli umani, e poi anche i fogli Word elettronici, tutti nel bicchiere, senza vedere un nichelino.

“E come potremmo pagare un cucchiaino?” chiese Lugoberto.

“C’è un solo modo per far pagare un cucchiaino” spiegò egli stesso “e sto per rivelartelo”

I due ragazzi attesero.

“Allora?”

Il cucchiaino cominciò a sudare. “Ehm… ma è ovvio, no? Con un po’ di sciroppo!”

I due ragazzi ebbero la sensazione che l’avesse sparato a casaccio.

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