Una storia che non sa né di carne né di pesce

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“Adoro la carne” disse Giovancarne.

“Amo il pesce” rispose Carlopesce.

I due si guardarono in cagnesco, proprio perché ebbero detto questa frase nello stesso momento, come se avessero voluto contraddirsi.

“Ti convertirai anche tu al pesce, ne sono sicuro!”

“Che ne direste se vi invitassi in un aperitivo, invece?” Borgozio, che non aveva niente da fare, amava aprire la bocca a sproposito. Nel senso che una volta era stato nella ridente località di Sproposito, in provincia di Malapena, e infatti tutti lì ridevano perché non solo era ridente, ma ridevano a prescindere perché dicevano cose fuori contesto e insensate. Riuscendo a capirsi perfettamente in ogni caso.

Borgozio allora disse a Carlopesce e Giovancarne di andare ad un aperitivo assieme a lui, a casa sua, in un appartamento adatto ad ospitare tre persone ma in cui viveva da solo. Aveva fatto fortuna nei divani.

“Oh, bella casa. Non ci sono acquari, però” disse Carlopesce.

“Cos’è, vuoi mangiarli?” chiese Giovancarlo.

“Lo sai che la carne del pesce è comunque carne?” buttò lì Giovancarlo. Prima che l’altro potesse ribattere tornò Borgozio, svelando loro una grande tavolata piena di piati.

Tofu, seitan, soia, frutta, verdura, ortaggi e legumi.

“Benvenuti al vostro primo aperitivo vegano! Ebbene? Che ne dite? Qui nessun animale è stato ucciso o maltrattato. Altro che carne o pesce o altre crudeltà inenarrabili, è l’ora dell’insalata!”

Giovancarne e Carlopesce si guardarono di sottecchi. E allora, cosa mangiare?

“Sono sicuro che troverete tutto di vostro gusto” disse, come a volerli forzare a mangiare e non solo, chiedere il bis.

“Mi ricorda Maria, la mia ex” disse Giovancarne. “Anche lei era vegeana, ma non si faceva problemi davanti alle bistecche”

“No, la mia invece era vegetariana” disse Carlopesce. “Le uova non le dispiacevano, o i latte. O il latte con le uova”

“Sono comunque mangia cadaveri” disse Borgozio. “Invece io solo cose genuine e quant’altro. Quindi servitevi”

“Eh, servitevi è un parolone” dice Carlopesce. “Questa cosa… strana che cos’è?” disse indicando un piatto dall’aspetto tremendo.

“Hamburger vegano!” esclamò lui. “Un panino di seitan con dentro lattuga e tante foglioline di melanzana!”

“!Mamma mia… forse meglio la bistecca!” esclamò Carlopesce.

“Vado a sbafarmi di chili di fritto misto!” Esclamò Giovancarlo. E insieme scapparono, lasciando a Borgozio tutto il buffet sano. Lo mangiò da solo, aiutato da alcuni amici vegani venuti fuori dalle piantine. E c’era anche un Vegano, poi, con tanto di pelle verde e antenne.

“Sul pianeta Vega” disse “i Vegani mangiano Blerf, che sono foglie dal sapore di carne”

 

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