Le avventure di Giraven/14

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Perché Giraven non può giocare a calcio

Alla fine di quel diverbio, la giraffa stanca decide di ritirarsi, visto che comunque il Serval è diventato introvabile e la Bufaga ha ricominciato la sua professione di mangiatrice di zecche.

Tornando a casa, trova ancora una volta la compagnia di sempre, proprio quella di cui si era liberato un paio di capitoli fa.

Concetto, Tiffano, Amando, Simono e Veronico stanno osservando un oggetto sferico di cuoio, monocromatico e cucito male, tipico dei villaggi umani adiacenti alla savana.

“Cos’è?” chiede Giraven alla sua compagnia dei ruminanti.

“Cosa potrebbe essere? Un pallone fabbricato dagli umani, no?” ribatte Simono, che sa sempre tutto. “Ma mi chiedo come possa essere arrivato in queste lande desolate, dato che il villaggio più vicvino dista a più di cento miglia da qui”

Giraven indaga più da vicino: “Ma questa” dice “non era la pelle di un bufalo?”

“COSA? Vuoi dire che gli umani giocano con quei bestioni?” Concetto è talmente adirato che il suo manto comincia a cambiare colore, dal blu acceso al rosso, al verde, al porpora, in maniera da disturbare gli occhi.

“No, direi che prima li spellano” dice Tiffano, annusandone l’odore. “ma in pratica, questo gioco come funziona?”

“Non so. Prova un po’ a calciarlo, Giraven” propone Amando.

Giraven prende così una breve rincorsa, pensando ancora ai dolori indicibile i che possono aver provato i bufali, anche se sa benissimo che provare compassione per loro è talmente inutile, perché non esiterebbero a caricare qualunque giraffa avventata che gli si avvicinasse.

Tuttavia il calcio non arriva, poiché il pallone passa sotto le zampe lunghe idi Giraven auto facendosi un tunnel.

“Giraven, ma sei completamente negato per il gioco del pallone! E dire che voi giraffe sareste delle torri utilissime per i corner!”ed ecco la Zebra, che di calcio ne sa più delle giraffe di sicuro.

Si dice che avesse vinto persino trentuno scudetti, ma quello è un altro discorso.

“Zitta tu, Zebra! Anche tu hai lo stesso mio difetto!” esclama Giraven.

Ma, a dispetto di tutti, la Zebra si erige sulle zampe posteriori e comincia a palleggiare, poi, portandosi il pallone più in alto, lo colpisce dopo una rovesciata e fa “goal”, facendo passare il pallone fra due alberi che hanno appena fatto da pali improvvisati.

La Zebra schiocca la bocca in segno di saccenza e se ne va così com’era venuta.

La Compagnia dei Ruminanti per la prima volta non ha niente da dire, e forse meglio così: non si contrariano le Zebre.

Fino alla fine.

 

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