Le avventure di Giraven/16

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Perché Giraven non sarà mai pianista

“E questa, ragazzi, è una giraffa! Guardate come erge il suo collo lungo per mangiare le foglie più alte degli alberi!”

La voce fastidiosa della guida turistica disturba gli animali della savana, ma a questa non importa, preferendo piuttosto imbrattare di parole il silenzio pacifico e quanto mai fasullo dell’Africa incontaminata.

Giraven infatti sa bene che la vita degli animali è frenetica, come ha avuto modo di sperimentare. Da quando Snapurzio gli ha cambiato la vita, si è ritrovato invischiato in faccende incredibili, non ultima il ritorno di Rigobina, la quale, trovando sulla schiena del quadrupede un’altra inquilina, si è ingelosita non poco.

“E tu che ci fai qui?” aveva chiesto il Toporagno elefante, l’animale definitivo.

“Potrei fare la stessa domanda, sciacquetta! Questo non è posto per obbrobri genetici!” dice la Bufaga.

Allora il toporagno elefante estrae la sua spada, mentre la Bufaga mastica i parassiti come a volerne fare proiettili, dando così il via a uno scontro atomico sulla schiena di Giraven che proseguirà per parecchio tempo.

Infatti, Giraven, che già è di cattivo umore di suo, lo è ancora di più da quando accusa un prurito irrefrenabile sulla sua schiena che non può curare, dato che non può grattarsi a causa della sua conformazione.

Infatti, fra Rigobina e la Bufaga continua lo scontro fra proiettili e intercettazioni della spada, provocando fastidio.

In ogni caso, Giraven ha altro a cui pensare, ovvero alla guida turistica, che sta invogliando i bambini del gruppetto sulla jeep ad accarezzare il manto giallo e marrone.

“Su, ragazzi! Accarezzate e guardate come si soddisfa!” esclama la guida turistica, davvero fastidiosa. E inoltre, i bambini stanno toccando in un punto in cui non prude, quindi a che serve?

Così gli venne la grande idea: avrebbe parlato e chissà che non lo avrebbero capito!

“Grattatemi sulla schiena, per favore” richiede disperato, ma  gli umani hanno solo percepito grugniti e sibili, quanto mai lontani da un vero e proprio linguaggio fonetico.

“Oh, avete visto? È emozionato!” esclama il probabile padre delle due pesti. Nel frattempo, stanno toccando solo le macchie.

“Guardate! Sono un pianista!” sta dicendo il bambino maschio, toccando certe macchie e lasciando altre.

“Oh, sei bravissimo, Alphonse!” esclama la madre, adorante.

Giraven scuote la testa. Ecco perché non diventerà mai un pianista, in quanto non gli piace massaggiare a caso le macchie degli altri.

Con un ultimo sospiro e stufo di essere toccato ovunque, comincia  a sparare raggi laser dagli occhi, mandando in visibilio i bambini, ma spingendo la jeep a una sgommatura da record.

 

 

 

 

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