Le avventure di Giraven/19

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e la siccità

La stagione delle piogge dura sì e no sei mesi, al netto delle interferenze dovute a Giraven e la sua voglia di scagliare raggi laser alle nuvole, le quali divertite si sono divertite a bucarsi senza arrecarsi danno alcuno.

Finiti dunque questi sei mesi, un bel sole fa capolino all’orizzonte, il che comunica una stupenda giornata all’insegna del caldo secco tipico di questi posti.

“Ciao, sono il sole e ho voglia di scaldare tutti col mio animo caloroso.” Afferma come prima cosa, e in effetti la temperatura comincia a salire vertiginosamente, per poi stabilizzarsi dai quindici che erano ai venti attuali.

Un aumento considerevole, in ogni caso.

“Dannazione! Il clima cambia da un giorno all’altro!” esclama Rigobina, che essendo l’animale definitivo dovrebbe trovare qualche soluzione, ma non lo fa.

E neanche la Bufaga, che nel frattempo torna felice a banchettare con i parassiti sulla schiena di Giraven. Da quando hanno compreso che né l’una né l’altra mangiavano le stesse cose, il toporagno elefante e l’uccello hanno trovato un accordo basato sulla pacifica convivenza e la quasi amicizia.

“In ogni caso, la stagione delle piogge è finita” comunica il messo reale, un babbuino. “Dammi una banana e ti dirò cosa devi fare per i prossimi sei mesi”

“So già cosa fare per i prossimi sei mesi, e  adesso sparisci!”esclama Giraven sparando raggi laser al messo mettendolo alla fuga.

Si sa cosa fare, no? Lamentarsi del caldo e non fare niente per rinfrescarsi, questo il motto di Giraven, pur essendoci solo venti gradi centigradi.

Ma qualcosa sta per cambiare.

“Giraven! Giraven! Mi serve il tuo aiuto! Anzi, mi servono i tuoi raggi laser!”

La voce squillante di un Eland gigante squarcia l’atmosfera silenziosa della savana.

“Oh, cielo. Cosa c’è?” chiede Giraven, alzando gli occhi al cielo e sparando una coppia di laser azzurri.

“I serpenti mangiatori di uova mangiano le loro uova!” risponde l’Eland.

Dato che quelli lo fanno sempre, e comunque l’Eland confonde le uova dei serpenti con quelli degli uccelli, a Giraven vien spontaneo dire “E allora?”

“No, non volevo dire questo… ah, sì! I ghepardi sfrecciano ad una velocità agghiacciante!”

“C’è caldo Eland, stringi!” esclama la giraffa, notando un ghepardo, o meglio la sua scia, sfrecciare a brevissima distanza. Non si è mai capito perché questi felini hanno l’abitudine di avere fretta.

“Bene! Uhm… ah, sì! Numerose crepe sono comparse e ci sono alcuni miei compagni che cascano giù senza guardare dove mettono i piedi! Desidero che tu apra meglio queste crepe coi tuoi laser!”

Giraven accetta di buon grado: è sempre un bene usare i propri raggi, e comunque l’umidità dei venti gradi verrebbe sconfitto da questo tipo di facezie.

Gli Eland sono famosi per stupirsi delle cose ovvie, quindi, quando Giraven finisce di aprire tutte le crepe della terra arida, persino l’Eland gigante che lo aveva chiamato sgrana gli occhi.

“Ma è terribile!” esclama. “la siccità ha devastato questi luoghi! Giraven, fa’ qualcosa!”

Al che, egli comprende che non è l’unico che soffre il caldo.

 

 

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