Condivisione: Blue Velvet

Italia, anni ’50.
Negli anni del dopoguerra, dove le tensioni politiche ancora segnavano la vita delle persone e la guerra fredda aveva dato vita allo spionaggio, Carla e Ruggero si innamorano.
È bastato guardarsi per sentire l’alchimia tra loro e, da quel momento, amarsi è stato un bisogno, una necessità imprescindibile.
Ma se la vita di Carla non fosse proprio innocente, e se Ruggero non fosse solo il giovane rampollo della famiglia Araldi?
L’amore sa davvero resistere a tutte le difficoltà, o certi ostacoli sono insormontabili?
La purezza del primo amore si scontrerà con la gelosia, i pregiudizi, gli intrighi politici e l’insicurezza che solo gli amanti appassionati conoscono davanti a due occhi che tolgono il fiato.
Carla e Ruggero, a combattere per la propria libertà e quell’amore che non possono dimenticare, incontreranno insidie e incomprensioni, ma in questa storia ci racconteranno cosa è disposto a fare l’amore pur di vincere la guerra.

Questa è la sinossi di “Blue Velvet“, il romanzo che Ella Moore ha realizzato proprio qualche tempo fa! E sono felice di poter annunciare che ha accettato un’intervista qui, in questo piccolo mondo che appartiene anche agli altri autori. Che tu abbia scritto poesie, prosa, narrativa o citofoni il sabato è dedicato alle interviste, dunque questo posto è un po’ anche tuo.

E per la prima volta Ella viene qui, raccontandoci dell’Italia del dopoguerra, e rispondendo alle mie domande. Come ho già accennato e come leggerete, sono rimasto estasiato da ciò che è venuto fuori, e la storia tra Carla e Ruggero, mai banale, trova in quelle pagine un ottimo modo per esprimersi nonostante il contesto.

Ma bando alle ciance e via con le domande!


1. Ciao Ella, benvenuta! Rompiamo un po’ il ghiaccio: che libro dobbiamo aspettarci?
Un romanzo vintage, intenso, approfondito, romantico ma realista. Una storia densa di sentimenti ma anche di razionalità. Personaggi intelligenti, sensibili, maturi, tonti e sognatori. Una sfumatura spy per sorprendere e incuriosire. La storia di Carla nella storia di Ruggero. La storia di tante ragazze come Carla, Kimi e Nina, la storia unica di Madame e uno scorcio sulla vita di Manfredi.
2. Italia, anni Cinquanta. Un periodo grigio, lasciarsi alle spalle la guerra più sanguinosa della storia non è facile. Come mai questa scelta?
Ho scelto un periodo tra gli anni ’50 e ’60, momento storico interessante per il nostro paese, l’istantanea di una rinascita dopo un tragico evento mondiale che ha cambiato in tutto e per tutto la percezione della realtà. Un periodo storico che amo soprattutto perché vissuto attraverso le parole della mia Marchesa, mia nonna, che racconta spesso di quanto in quegli anni apprezzassero molto le piccole cose, le gioie delle brevi gite, l’euforia di una passeggiata sul corso o anche semplicemente di una foto incorniciata da appendere finalmente su pareti non distrutte dalle bombe. Credo di aver scelto gli anni cinquanta perché li ho visti coi suoi occhi e li ho amati non soltanto per il respiro di gioia che percepisco attraverso le parole di nonna ma anche per la moda, la vespa, il garbo i gesti galanti e le sfaccettature uniche dell’epoca capaci di affascinare chiunque.
3. Carla e Ruggero si innamorano. Che personaggi sono?
Che bella domanda! Carla è una ragazza che sa quel che vuole e sa anche bene di non poterlo ottenere. Una ragazza coi sogni intatti ma con la consapevolezza di non poter evadere da sé stessa e dal suo ambiente. Una ragazza gentile, a volte fragile ma allo stesso tempo irriducibile. Ruggero… Oh, lui è un sogno! Un tonto clamoroso, impacciato nell’approccio, un ragazzo di buona famiglia cresciuto con principi morali elevati che si ritrova a fare i conti con qualcosa che non sa gestire. Allo stesso tempo un ragazzo capace di evolvere e diventare un uomo solido, deciso e concreto in grado di gestire con intelligenza ogni situazione.
4. Com’è nata l’idea del romanzo?
I miei romanzi nascono da soli. Questo non fa eccezione. Ruggero si è insinuato nei miei pensieri e ha preso vita senza chiedere il permesso. È stato un piacere accoglierlo e costruirgli attorno le vicende che hanno dato vita a Blue Velvet – Operazione Erwartung.
5. Per ispirarti, hai ascoltato musica di quegli anni?
Incredibile ma vero! Sì! Paul Anka e Bobby Vinton sono nella mia playlist in buona compagnia, assieme ad altri artisti che non conoscevo. I miei lettori hanno apprezzato molto e per me questo vale il sacrificio fatto per non passare al sound che prediligo e abbandonare tutto.
6. Qual è la ricerca più strana che tu abbia fatto?
Cercherò di non fare spoiler. Ti dirò, mi sono messa a cercare l’ammontare della contravvenzione per effusioni in pubblico, poi sono passata a studiare per filo e per segno la legge Merlin dati alla mano e capita ancora che google mi suggerisca articoli riguardanti bordelli e case di tolleranza! Ovviamente c’è stata una ricerca imponente in merito agli agenti segreti e in tal senso anche una correlazione tra musica e missioni segrete!
7. La copertina è assai vintage, complimenti! Che cosa cercavi nella sua realizzazione?
La copertina è un’opera acrilico su tavola in esclusiva, realizzata da Lilì D’Alfonso, mia nonna (la Marchesa di prima!) e l’ho sempre avuta davanti, amata e ammirata. Cercavo l’amore espresso con gli occhi, volevo che la passione fosse tangibile e che l’esaltazione della bellezza fosse il primo impatto sul lettore.
8. Spionaggi e guerra fredda. Sappiamo che dopo la guerra, l’Italia divenne quasi una succursale degli Stati Uniti. Come si colloca l’amore in questo contesto?
Ti dirò, Andrea, la guerra fredda è un sottofondo, ho cercato di ricreare fin da subito un’atmosfera di sospetto, non soltanto nel filone spionistico ma anche nel rapporto amoroso tra Carla e Ruggero. Già dall’inizio il lettore si domanderà che genere di segreti nasconde un ragazzo ingenuo come Ruggero, cosa si cela dietro gli incubi di Manfredi e di certo ci si domanda chi sia Carla. La tensione viene mantenuta fino all’ultimo, finché tutto non viene scoperto e l’amore si contestualizza restando la soluzione ultima come vuole la regola
9. Lo sai, questo è un blog comico. Secondo te ci sono dei lati divertenti anche in una storia come questa?
Pensa che questo è l’unico romanzo nel quale la mia ironia è entrata prepotentemente! Era necessaria per spezzare la tensione e per rendere questa storia reale.
10. Come ti trovi col self publishing?
Ti dirò, molte cose sono ancora da sistemare, molte misure da prendere. Mi faccio aiutare dagli editor e sto cercando di imparare a impaginare come si deve. Dopo un paio di romanzi in self credo si dovrebbe aver diritto a una laurea ad onorem in “di tutto e di più”! Si impara l’arte dell’arrangio, si perfeziona, si tentano strategie di marketing, si studiano arti grafiche e si fanno esperimenti in quasi tutti i campi necessari al raggiungimento dell’obiettivo. Non mi dispiace imparare quindi per ora il self è promosso a pieni voti anche se non ti nego che il mio sogno resta lo scaffale almeno per uno dei miei libri.
11. Ahimè, il tempo è finito. Grazie per essere stata qui!
Grazie a te Andrea. È stato davvero un piacere essere tua ospite! Complimenti per tutto il tuo lavoro! Ci sentiamo al #condominioself

2 pensieri su “Condivisione: Blue Velvet

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