La risposta giusta.

spescespada03

Esprit de l’escalier

Francese, modo di dire
1. Indica la situazione in cui, in seguito ad una provocazione verbale, la risposta adatta non viene sul momento bensì a distanza di tempo, quando ormai non è più possibile utilizzarla
2. Anche in tedesco (Treppenwitz, “Scherzo delle scale”) e yiddish (trepverter)

 

 

“… ma stai zitta, pesce spada d’acqua dolce!”

Ecco. L’aveva detto. Il Polpo aveva  appena gettato il proprio sasso. Non poteva, se avesse voluto, nascondere la mano, anche perché non ne aveva e piuttosto disponeva di ben otto tentacoli.

Isda, il pesce spada che aveva come naso una spada laser, si girò a guardarlo. Aveva già capito chi fosse stato a parlare, ma non voleva crederci.

“Tu” disse Isda. “Tu…”

Non seppe cosa dire. Avrebbe voluto distruggerlo davanti a tutti gli altri pesci, ma per la prima volta ple parole le mancarono.

“Tu?” chiese un’Aragosta.

“Tu?” aggiunse uno Scampo.

“Tutu fa il treno” dichiarò una Medusa.

“No, quello è il telefono occupato” precisò una Capasanta.

Isda guardò a destra e a sinistra, ma non trovò altro che il mare. Avrebbe perso la faccia? Le sarebbe caduta dentro gli anfratti delle scogliere senza più ritrovarla, come quando gli umani perdevano le mascherine subacquee?

Isda decise di scappare. Incontrò una corrente  che le disse “Lo sai che le barche vanno grazie a me?”

“Vai via!” esclamò Isda, agitando la sua spada. Faceva rumori strani. Ignorò il tutto e si rifugiò a casa sua, cercando col naso in mezzo ai libri della sua biblioteca.

“Cosa fai, stai diventando un topo da biblioteca?” chiese ridacchiando la stella marina. Isda cominciò a sudare freddo? Stava diventando un topo da biblioteca? Aveva i sintomi?

I libri erano molti, messi lì a osservarla curiosi. Non si leggevano molto ben perché, a causa dell’acqua,m stavano diventando poltiglia ma alcuni erano scritti incisi sulla pietra. Ad esempio, ce n’era uno che raccontava della risposta perfetta e Isda stava cercando quello.

Poi arrivò il Tonno. Isda doveva considerare l’idea di mettere una porta nella sua caverna.

“Isda! Ma cosa fai? Guarda che i libri non si trattano così!”

“Silenzio Tonno, e fatti superare!” disse Isda, continuando a cercare.

“Superare… da chi? Guarda che c’è il mio Grissino Parlante che continua a dirmi cosa non fare e sto impazzendo. Puoi fare qualcosa?”

Isda, non comprendendo, si voltò verso il Tonno ed in effetti c’era un Grissino parlante che continuava a dire cosa non fare.

“Non puoi metterti le dita nel naso, non puoi farti i selfie davanti allo specchio…” diceva.

“I divieti non finiscono mai” commentò Isda. “Ma come puoi fare tutte queste cose, che richiedono le braccia?”
“Non lo so, ma liberamelo!” esclamò il Tonno, disperato.

Isda però lo ignora perché stava cercando quel libro. Lo cercò per giorni e giorni. In quel frangente, molte Meduse e Sardine festeggiarono, perché Isda non venne a cercarle per disturbarle, così loro poterono essere chi pescate, chi dare la scossa agli intrepidi bagnanti.

Sconfortata, il pesce spada sospirò.

“Ho toccato ovunque ma non è servito a… un momento! Toccare ovunque? Almeno io non tocco ovunque, come fanno i polipi! Voglio dire, una mina esplode!”

Era la risposta perfetta, ma ormai il polpo era già stato pescato.

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