La leggenda dei tre compagni e del figlio della luna/30

la leggenda dei tre compagni e del figlio della luna

Florence non era mai stata a palazzo.

La capitale del regno le era sempre stata preclusa, perché, in quanto componente di una famiglia di abitanti poveri di un villaggio sperduto, non aveva mai avuto i mezzi per andare a visitarla.

Assieme ad Acaz e Jezrael, invece, riuscì a visitare il Ponte Vecchio, edificio a metà fra ponte e abitazione che dava una vista sul fiume che non avrebbe mai dimenticato. Divideva la capitale in due città distinte, e i tre erano diretti verso il centro storico, dove si poteva trovare anche il tempio dedicato al Dio Fenice, la cui entrata era introdotta da cinque archi, sovrastata da una magnifica cupola d’oro che giocava coi raggi del sole e accanto a quella un enorme campanile, che segnava le ore. Davanti al tempio, una grande piazza sempre popolata da piccioni e al centro una statua equestre che riportava le fattezze dell’uomo fondatore del regno.

I tre, in ogni caso, decisero di proseguire e non entrare nel maestoso edificio, poiché la loro destinazione era il palazzo, che si trovava salendo la città fino al punto più alto, percorribile attraverso un buon numero di scale, costruite con la massima precisione da abili artigiani della ceramica. Infatti, ogni alzata aveva una serie di piastrelle in ceramica dipinte a mano.

Florence lasciò scorrere la sua mano sinistra lungo il corrimano in pietra e guardare il panorama che man mano perdeva definizione. La capitale era incastonata nel fiume che scorreva da est a ovest e il sole in quel momento era allo zenit. Oltre la cittadina, potevano scorgersi alcune catene montuose che dominavano sterminati campi verdi, che ignoravano la siccità avvenuta a sud della nazione. Sì, decisamente era un posto magnifico dove vivere e il castello, composto quasi esclusivamente da torri, ne era la massima espressione.

Proprio quando Florence si chiese a che punto fossero e se non fosse d’uopo materializzarsi proprio davanti al castello invece di fare quella fatica, arrivarono al cospetto di un manipolo di guardie.

“Vogliamo parlare col re” disse Acaz, in tono neutro. Furono fatti passare. Florence si stupì, eppure sembrava debolissima come richiesta. Che influenza aveva il Regno Invisibile su quello reale?

Entrarono dunque, e grandi sale accolsero i visitatori. Colonne alte, soffitti dipinti con scene primaverili e statue a destra e a sinistra. Il suono del pavimento echeggiava alle sue orecchie. La ragazza non era mai entrata in una sala del genere.

“Il re vi attende” disse uno dei servi. Le guardie, pur non seguendo i loro passi, osservavano silenziosi e disseminati in ogni porta.

Florence, mentre percorreva l’ennesimo corridoio, gettò lo sguardo alla sua destra e vide che quella zona dava direttamente in un precipizio, dove l’intero paese si estendeva a perdita d’occhio. Ne ebbe paura, sembrava davvero una grande montagna.

Giunsero infine alla torre dove il re sedeva sul trono. Proprio accanto alla sala si affacciava un ampio giardino, delimitato dalla collina dove sorgeva il castello stesso.

“Benvenuti” esordì il sovrano.

Acaz e Jezrael si inchinarono prontamente, mentre Florence lo eseguì leggermente dopo. Pensò che un uomo molto impegnato come un sovrano si era fatto trovare libero e disponibile sin da subito. Qualcosa non quadrava.

“Sarete miei ospiti?” chiese Elijah.

“Probabilmente per lungo tempo, mio signore” disse Acaz. Dal canto suo, era molto difficile tenere a mente le parole del sovrano e intavolare una conversazione credibile e al tempo stesso ascoltare coi poteri mentali Lord Habraxan che gli diceva cosa dire, tuttavia provò ugualmente. “Abbiamo saputo dei disordini avvenuti a causa dei Sotterranei, e della nomina a cavaliere di sir Edward di Ontaria, e…”

“Ontaria? E chi sarebbe sir Edward?” chiese Elijah. “Sto per ricevere il Re di Ontaria, con la sua corte. Arriveranno fra qualche settimana per intavolare gli accordi di pace e finalmente terminare la tristemente nota battaglia di Ashengard. Ora viene fuori un cavaliere. Chi è?”

“Giunge da Droword, maestà” aggiunse Jezrael “e ha contribuito a liberare la città dai Sotterranei, che sono una setta composta esclusivamente da demoni e uomini e donne corrotti”

“Manderemo una truppa a controllare” rispose il re. “Dunque desiderate rimanere per quale motivo? Non fate parte del governo, né vi ho invitati ad ascoltare. Avevate solo questa inutile informazione per me?”

Lord Habraxan, a miglia e miglia di distanza, ascoltò tutto tramite le orecchie di Acaz e strinse i pugni. I tre messi che aveva inviato dovevano rimanere a palazzo, per poter rapire il bambino. Era necessaria quella strategia perché non poteva sapere dove si trovasse, aveva soltanto in mano l’informazione di Florence secondo la quale stava camminando a fianco di sir Edward di Ontaria, così come aveva visto nella sua memoria. E sir Edward di Ontaria si era distinto nella sollevazione popolare di Droword, che aveva cacciato i Sotterranei dalla città nel giro di una notte, quando prima di allora erano poco più di una diceria.

Habraxan decise dunque di condurre il dialogo anche tramite il re. Non aveva scelta. Teodolinda lo stava guardando con disapprovazione, tuttavia neanche lei aveva una soluzione migliore e il tempo stringeva. C’era il rischio che Elijah decidesse di condurli fuori dal palazzo.

Chiuse gli occhi, abbandonò la mente di Acaz e prese possesso del cervello di Elijah, che, da quando era stato toccato da lui stesso la sera dell’incoronazione, era pronto a seguire qualsiasi direttiva. Volente o nolente.

Re Elijah sorrise e disse “Siete i miei benvenuti. Potete restare qui quanto volete e risolvere le vostre diatribe. Sono un grande amico di Lord Kamardan e casa mia è anche casa sua, se ciò gli aggrada”

Nonostante le perplessità degli altri auditori, i servi del Regno Invisibile si inchinarono soddisfatti, e Florence era più confusa che persuasa. Fra l’altro, era convinta che il loro capo si chiamasse Habraxan, non Kamardan.

“Che succede?” chiese infine mentre venivano condotti nel corridoio delle stanze per gli ospiti minori, sita in una delle torri più piccole.

“Benvenuta nel Regno Invisibile, Florence” disse Jezrael. “L’impossibile diventa possibile. Lord Habraxan è il vero re, e dovrai abituarti a tante stranezze, che diventeranno consuetudine. Egli, nella sua furbizia, si è presentato col nome di Kamardan, signore delle terre libere del sud ovest e nostro caro alleato”

La ragazza non credeva davvero di possedere quelle arti magiche, ma probabilmente avrebbe avuto un ruolo in quella strana storia.

Nel frattempo, lord Habraxan lasciò che i suoi occhi girassero senza poterli fermare e tornò a rilassarsi.

Teodolinda sospirò. “Se solo fossi più furba…”

“Non preoccuparti” disse  l’altro. “Dobbiamo anche mettere in moto l’altra ruota del nostro carro. Abbiamo la soluzione alla febbre. Tanti movimenti rivoluzionari aspettano solo questo ingranaggio, e vedrai quante situazioni interessanti avranno inizio. Alla fine, Elijah dovrà abdicare in mio favore”

Era giusto così, si disse. Era meglio non forzare i tempi.  Era meglio che il ragazzo della Luna scoprisse da sé la sua vera identità, e confrontarsi con la realtà.

Non vedeva l’ora. Avrebbe smesso di essere un mostro.

Si alzò e, contro la sua volontà, toccò con le sue mani le spalle di Teodolinda, cominciando a massaggiarle. Notò subito che si stesse rilassando. Capì quanto tutto fosse molto bello, troppo bello. Una donna che si rilassava grazie a lui era più di quanto avrebbe potuto desiderare… paragonandolo a ciò che desiderava quell’orribile pomeriggio.

Massaggiò, carezzò e godé dei sospiri di Teodolinda. Mentre proseguiva, tutto gli parve più chiaro e poteva anche rispondere alla domanda secondo la quale lui avrebbe potuto comandare ad Elijah di gettarsi dalla torre più alta del castello.

Non ne vedeva il motivo. Ogni spreco di sangue era un crimine, e lui, che odiava uccidere, lo sapeva molto bene.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...