Le avventure di Giraven/21

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e il safari

Ci sono certe giornate in cui la savana è invivibile, come ad esempio le settimane dei safari.

Quelle sono terribili, e infatti nelle scorse puntate abbiamo visto come certi soggetti sono più molesti di un tasso del miele che mangia miele.

Infatti Giraven, che nel frattempo sta masticando avidamente le foglie che ha abbrustolito con i suoi laser, nota che deve sopportare questa compagnia: un tasso, o meglio, una tassa, guardinga sta discutendo di un piano d’azione col suo uccello indicatore (esiste, ndr)

“Teodalba” chiama la tassa.

“Dimmi Selenella” risponde l’uccello indicatore. “Una coppia di donne, bene” borbotta Giraven, seccato. A lui non piacciono tanto le donne, lo hanno deluso, per poi dimenticarsene quando una giraffa femmina gli fa le avances.

“Quell’alveare lì è ancora frequentato?”

Selenella, per tutta risposta, si trasforma in un radar completo di GPS e anche di Fruit Ninja e comincia a sondare il terreno.

Nel frattempo, un gruppo di fotografi non sta perdendo neanche una scena. Quest’oggi è il tipico giorno di safari a piedi, e sono i peggiori, poiché i fotografi non sono poi così dissimili dagli sciacalli che infestano la savana.

Messi lì, in ginocchio, con le loro Nikon di ultima generazione , stanno osservando tutto, anche se a loro non arriva il dialogo.

Selenella infatti torna uccello indicatore e annuisce convinta alla compagna tassa, la quale con uno scatto fulmineo si fionda sull’alveare e comincia a disturbare le api, che per tutta risposta escono dall’abitazione e attaccano sia la tassa che il povero Giraven che era ancora allibito.

“Non mi avrete, maledette!” escalama il quadrupede, cominciando ad affrontare le creatrici di cera con i suoi provvidenziali raggi laser, i quali non disintegrano però gli avversari facendoli trasformare piuttosto in ottimi vasi da fiori, che cascano lasciando basiti i fotografi che non perdono occasione di scattare decine di istantanee.

Nel frattempo che le api si interessano di Goiraven, Selenella e Teodalba la tassa pasteggiando col miele residuo.

“Bello avere le giraffe che fungono da capro espiatorio, no?” chiede quest’ultima.

“Esatto” risponde l’uccello indicatore, che riesce a nuotare nel mare appiccicoso e ambrato del miele. “ Non avrebbe avuto senso il  nostro attacco, altrimenti”

“Abbiamo fatto una bella scorpacciata di foto, eh Nick?” chiede l’altro fotografo.

“Già, non credevo che le giraffe potessero sparare raggi laser”, risponde Nick, ma magicamente, cercando di rivederle nelle salvate, ogni foto scattata risulta non fatta. Tutte infatti hanno il colore nero tipico di chi ha dimenticato di togliere il copri obiettivo. Ecco perché gli sciacalli dietro di loro ridono come non mai.

Anche Jason ride. “Scusa Nick, sei un deficiente. Vado a vendere le mie foto allo zoo”

 

 

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