Un’altra leggenda del pirata scemo, quella che ho dimenticato.

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Bufalo Neve era un pirata.

Un pirata scemo.

Andava e veniva sulla sua barca, il primo giorno di pirateria.

“Da grande voglio fare il piratARRR” e il suo amico fedele Masotom gli fece notare “No, ma guarda che per fare il pirata basta accendere il pc e fare le cose in streaming”

Bufalo replicò interdetto “Arrr! Ma io voglio navigare sul mare! Sai come si dice, no? Per fare la carbonara non occorre cuocere troppo le uovarrr… ma come mai non navighiamo?” Masotom, un bambino che ebbe avuto molti problemi col proprio nome, gli fece notare “Allora dovresti mollare gli ormeggi! sai, la nave è ancora attraccata!”

“Vorrai dire attraccatarrrr”

A parte questo piccolo incidente, Bufalo neve, un pirata che sentiva parecchio caldo, navigò e navigò per parecchie miglia,. Sicuramente due.

“Arrrr!” esclamò. “Dove posso rubare i tesori?”  si chiese, così lo chiese ad un’onda. “Scusarrr, onda!”

“Che cosa vuoi? Non vedi che sono irritata?”

In effetti quel giorno era particolarmente offesa. “Che succede?”£ chiese Masotom, anche se il suo capitano non voleva ascoltare storie bislacche.

“Mi hanno detto che somiglio a una C! Ma le C sono soltanto delle banane che non ce l’hanno fatta, ed io sono un’onda! Aaaa, maledetti, adesso vi travolgo!”!

Il pirata scemo venne travolto da un’ondata invece di virare correttamente e Persefono, il nipotino simpatico di Bufalo Neve, disse “Com’era l’acqua? Bagnata? salata? La puoi allungare con altra acqua?” e si mise a ridere, perché era simpatico.

“Dobbiamo dare un senso a questa cosa” cambiò argomento Masotom. “Tu” Bufalo Neve! Comanda un arrembaggio!”

Bufalo neve si mise la bandana dei Puffi perché quella coi teschi era finita e disse “Arrr! Tutti alla caricarrrr!” Non si mosse nessuno. Un vago cri cri aleggiò nell’aria. Persino l’aria stessa si fermò lasciando il veliero in bonaccia. “Arrr! Non c’è nessuno da invadere!” si lamentò. “Perché?”

“Forse non ci siamo intesi con gli invasi” disse Masotom.

“E perché cerchiamo di intenderci? perché altrimenti non andremmo in camper!”

Persefono, il simpatico nipotino di Bufalo Neve, ebbe colpito ancora.

“Non siamo in camper, ma in un veliero fatto e finito, spero!” fece notare Bufalo. “E noen capisco quale sia il tesoro da depredare”

“Il vero tesoro è l’amicizia” disse cupo il polpo gigante, prima di rimettersi in acqua. “Oppure un milione di dobloni! Cercherò quelli”

Bufalo Neve vaignorava, perché era scemo, il fatto che i dobloni fossero fuori corso con ancora due o tre esami da dare; ma in quel momento arrivò una tempesta e i venti contrari.

“Capitan pirata… non vogliamo che fai il pirata… acquista solo VHS Disney originali… noi siamo contrari” dissero, anche loro cupi.

“Sono i venti contrari? Che facciamo, capitano?” chiese Masotom.

“Se sono venti, non sono poi così tanti!” osservò giustamente Persefono, che stava diventando inopportuno.

“C’è solo una cosa da fare” disse il pirata scemo. Gli venne in mente una cosa bella da dire.

“Il vero tesoro è l’amicizia”

L’aveva copiata dal polpo gigante e sperò che nessuno lo ricordasse.

“E cosa c’entra?” chiese Tommaso, talmente stupito da vedersi sistemato il nome con tanto di posto fisso.

Tutti se lo chiesero, persino la tempesta che divenne Serena e poi più tardi Erika accanto a me e per altri Gina, Mary per tutta la notte e Jessica nella mia testa.

Bufalo Neve era di base un pirata scemo, quindi gli sarebbe bastato scaricare l’amicizia da internet ed essere considerato un filibustiere.

 

 

 

 

 

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