Mobili immobili.

MOBILI

Il comodino e la consolle ce l’avevano col comò.

“Hai fatto un film porno” prese a dire la consolle.

“In che senso, ho fatto un film porno?”

“Be’, ‘le civette e la figlia del dottore’ ha spopolato per tanti anni” osservò il comodino.

Il comò ricordò: era vero, lo aveva fatto. “E ci state pensando ora? Si parla di decenni fa! Più di due, sicuro!”

“Saranno anche più di due ma sicuramente è un argomento da non sottovalutare” disse il comodino. Improvvisamente, sbadigliò.

“Ne parleremo dopo la pennichella”. Detto quello si coricò, lasciando storditi la consolle e il comò, che dunque rimasero da soli a parlare di quel cortometraggio a sfondo sessuale.

“Quindi le civette com’erano?” chiese la consolle. Il comò si insospettì. “Com’è che chiedi delle civette? Vorresti partecipare anche tu una prossima volta?”

In quel momento entrò dalla finestra una giraffa.

“Sono una giraffa e cerco foglie da sgranocchiare” si presentò. “Qui ne avete qualcuna? Siete legno, quindi dovreste avere anche foglie che vi spuntano dai ramai. Oh, ma non avete i rami. Che razza di alberi siete?”

“Non siamo più alberi, siamo mobili” disse la consolle. Il comodino era molto comodo nel suo sonno.

“Mobili? A me pare che siete fermio” commentò la giraffa. “Comunque, se non avete niente per me, me ne vado”

Prima di congedarsi, però, la giraffa sparò un raggio laser spaziale dagli occhi, poiché intenta a frantumare tutti gli alberi che non servivano. Fortunatamente, i raggi colpirono solo un bicchiere.

“Incredibile” commentò il comò. “Non ci ha colpito proprio.” Da questo ne dedusse che le giraffe avevano una pessima mira. Poi tornò a conversare con la consolle.

“Tu ci pensi, a volte, al fatto che le civette hanno consumato su di me con la figlia del dottore?”

La consolle non sapeva cosa rispondere, lei si intendeva infatti di trucchi e toeletta personale. “Che ne diresti” rispose “se il mondo fosse fatto di mascara e fondotinta?”

“Stavo parlando di un’altra cosa” osservò il comò.
“Sì, ma il mondo non è costruito intorno a te, per fortuna. Io penso che alla fine basta un po’ di sapone, non ti pare?”

“Cos’è un sapone? Io conosco solo il prodotto che si usa per lavarci”

“Ed è per quello che poi le civette si sono approfittate di te!” esclamò la consolle, facendone uscire una da un’anta. Volò via, probabilmente per raggiungere la giraffa e vendicarsi del laser sparando un laser molto violento.

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