Le avventure di Giraven/22

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven contro quelli dello zoo

Un paio di secondi dopo, visto che la tecnologia ha annullato i tempi di consegna di qualsivoglia oggetto, a quelli dello zoo arrivano dei file interessanti, provenienti da Jason il fotografo rampante, nel senso che sta per avviare una brillante carriera come domatore di leoni.

“Ehi, ma questa è una giraffa che spara raggi laser! E quello è un uccello indicatore che si trasforma in GPS completo di fruit Ninja! E non solo, ha dei record migliori di quelli che ho io! Bisogna acquisire questi animali!” esclama tutto d’un fiato al direttrice, che si alza dalla scrivania dell’ufficio e, chiamato a sé quattro beduini del posto, parte a spron battuto per la savana sperduta e inimitabile.

Contemporaneamente, nella savana sperduta e inimitabile, Giraven si riposa un po’ dopo aver cosparso di vasi da fiori tutto il tragitto percorso.

“Non posso credere che i miei raggi laser non abbrustoliscano” commenta Giraven, cercando di non farsi sentire dallo sciacallo a poca distanza, perché altrimenti gli avrebbe chiesto cosa prova in quel frangente, e non gli va di rispondere a domanda inutile alcuna.

Ma nella savana non esistono orecchie discrete, così i borbottii vengono recepiti da un varano della savana, anche lei di sesso femminile, di nome Fionda.

“Allora?” chiede, indiscreta come poche. “Ti lamenti che delle api ti hanno attaccato? E io che devo dire, che mi hai otturato i buchi delle tane che ho costruito con tanta dedizione?”

Giraven guarda con apprensione il sauro, o la saura. “Beh, non sapevo…”

“Quando non si SA si sta a casa propria, non lo sapevi? E adesso beccati questa lingua a sorpresa!”

Estrae la lingua per l’appunto, ma se Giraven aveva temuto di essere colpito, si è sbagliato e il varano lo aveva fatto solo per prendere una mosca vagante.

“Uhm. È inutile. Ho questo potere solo per mangiare le mosche, non per dare fastidio”

“EHI! chi ha disseminato di vasi il mio regno?”

Eccolo. Il padrone del posto. Il re Leone, con tutta la sua schiera di dignitari, arriva sul posto.

“Io, sire” risponde Giraven.

“Ah, sei tu. Come va col Toporagno elefante? Si comporta bene? È davvero l’animale definitivo?” chiede il leone, ricordandosi di quel giorno in cui l’aveva punito costringendolo a badare a Rigobina, la quale sta facendo le ragnatele barrendo sulla schiena della giraffa, ma solo per il sollazzo della bufaga.

“Eh?” si sente interpellata, ma ha ancora un filo in bocca e si direbbe che stesse sbavando. Giraven scuote la testa affranto.

“Sì, sire. Anche se da problemi, non fa una mazza e mi riempie di ragnatele tutte le macchie di cui è provvisto il mio corpo” si lamenta, ma siccome Giraven si lamenta sempre il re leone lo liquida facendo spallucce e ordina “Riponi questi vasi da fiori nel loro posto e non importunare il varano”

“D’accordo, sire” risponde Giraven, ma non appena tocca un vaso, questo torna a essere ape, che lo guarda soddisfatta per esserlo tornata . “Ti succhierò tutta la linfa vitale! Ahahahahah!”

Non c’è pace per le giraffe. Per di più, arriva una jeep che comincia a clacsonare.

“Oh, accidenti! Sono quelli dello zoo!” esclama la varana, e fugge via, dimenticandosi peraltro della sua stessa tana, quindi il lavoro che ha appena fatto Giraven non è servito a nulla.

“Lo zoo? Ma che…” ma ecco che si ritrova davanti la direttrice a un paio di scimmioni guardie del corpo.

“Su avanti, adesso fate piano… dovete utilizzare il sonnifero solo quando lo dico io. Sapete quanto costa un sonnifero?” ordina la direttrice malefica.

Ma Giraven non si lascia intimidire dalle cerbottane. Magari da Rigobina sì, ma non dalle cerbottane, così gli basta sgranare gli occhi e immobilizzare i due scimmioni. La direttrice rimane sbigottita, ma non può scappare, poiché le giraffe, che fanno le cose per bene, lei lo impara a sue spese e si ritrova ora con la Jeep fumante, vittima di un’altra scarica di laser.

“Oh, cielo” commenta la direttrice dello zoo, che è stata costretta a tornare a casa a piedi, nella savana.

“Come ci si sente a tornare a piedi dopo il brutale comportamento della giraffa? Risponda per il pubblico!” esclama tutto d’un fiato lo sciacallo, entusiasta e sbavoso quando ha di fronte un dramma.

Non si sa cosa lei abbia risposto, ma di sicuro non parole beneducate.

 

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