Condivisione: Unbreakble.

“Prima o poi devi scegliere. Chi sei e cosa stai cercando di fare? Prima o poi arriva il momento nel quale devi patteggiare con la persona che è davanti a te. E sei sola e fragile, cadi in un oblio profondo, nelle tue tentazioni e contro specchi che tagliano quello che vuoi nascondere. La condizione perfetta non esiste, cancelli, scarabocchi, ci riprovi, ma poi cancelli nuovamente, e ancora, poi ti rassegni, strappi tutto e lo elimini per sempre. Provare ad essere perfetti è un po’ la stessa cosa: una perdita di tempo. Ti definisci, ti modifichi, ti scarabocchi, e ancora, non va bene, ci riprovi, ma poi ti rassegni, strappi ogni aspettativa e ti annulli per sempre. Non ne hai mai abbastanza, ma il principio è: perché pensi di non essere abbastanza? Qual è davvero il fondo? Qualcosa di concreto, o un pensiero che ti sveglia poco prima che questo non accada più? Qualcosa che ingoi come fosse un pezzo di carbone, per cercare di apparire e mandi giù anche se non ha un buon sapore? Alla fine, prometti non accada più, giustifichi l’età: stiamo solo cercando di dare un senso a tutto quello che sta accadendo.” (da Unbreakable)

Questo è quel che leggiamo su Apollo Edizioni per quanto riguarda il romanzo d’esordio di Chiara Adami, la quale, come me, viene dal mondo di Wattpad. Potevo dunque esimermi dall’intervistarla? Nossignore, per cui eccoci qui per la nostra speciale rubrica delle interviste, un porto sicuro per tutti gli emergenti!


1 Ciao, grazie per essere venuta! Com’è nata l’ispirazione per la storia?

1. Ciao! Grazie a te, è davvero un piacere condividere e dare un po’ di spazio al “dietro le quinte” di Unbreakable! Che dire, l’ispirazione per il romanzo è nata principalmente per le piccole cose che osservo fin da quando sono bambina. A volte, certe situazioni ci toccano particolarmente, io invece di tenere dentro il mio modo di vedere queste peculiarità, ho iniziato a scriverle. Più che altro per raccontare e dare voce a degli aspetti dell’adolescenza che io stessa ho vissuto, i miei coetanei hanno vissuto, anzi, fondamentalmente, li stiamo ancora vivendo! È stata una storia abbastanza scorrevole per me da scrivere, capitolo dopo capitolo era come se fosse già stato strutturato nella mia mente, pronta a trasmettere e dare voce a qualcuno che non ha la forza di chiedere aiuto.


2 Nel tuo libro troviamo diverse tematiche: quanto è stato difficile fare ricerche per ciascuna?

Le tematiche del libro sono diverse, in realtà alcune non sono specifiche, senza programmarlo ne ho trattate davvero tante. Mi sarebbe piaciuto dare più spazio a tutte, la giusta misura non esiste, per me andavano trattate con la stessa delicatezza ma al contempo in modo profondo. L’Anoressia, spettro dei DCA, è una sottigliezza di uno dei personaggi, ma in realtà il baratro nel quale è caduta è molto più sfumato, va oltre l’essere “anoressica”. I disturbi alimentari, ad esser sincera, mi stanno a cuore, nonostante fossi già ben informata ed esperiente, le ricerche non sono mancate e ho scoperto davvero tantissimo di questo mondo. Per le altre tematiche non mi sono fatta scrupoli anche a parlare con persone che le stessero affrontando. L’omosessualità per esempio, proprio come i DCA, se ne legge e vede molto, ma in Italia non è come si possa immaginare. È vero è un mondo ancora nuovo, si cerca di “normalizzare” il normale, si sono ottenuti diritti che dovevano essere sin dal principio propri, ma esiste ancora la discriminazione, più di quanto si pensi. Di conseguenza la difficoltà a dichiararsi tali: siamo pur sempre un paese radicalmente cristiano. In ogni caso, spero di aver trattato tra le tematiche più attuali, ma soprattutto in modo vivido, concreto.


3 Parlaci un po’ dei tuoi personaggi.

 Io adoro tutti i personaggi, davvero, persino coloro i quali presentano tratti più “spiacevoli”. Mi verrebbe davvero difficile sceglierne uno. Ovviamente, come si noterà leggendo il romanzo, ho dato più spazio a Sofia, e lei mi è a cuore particolarmente. La sua situazione, il suo carattere, il suo modo di agire, di affrontare le situazioni, mi rispecchia, in parte. Ma in realtà tutti hanno una parte di me, malgrado mi sia sforzata al massimo di creare caratteri divergenti tra di loro. Marzia è un personaggio molto interessante, avrei voluto dare molto spazio a lei, perché è la “me” che non sono a tutti gli effetti. A parer mio, è uno di quei personaggi che si danno per scontati, ma hanno bisogno di essere compresi, tanto. Al di fuori delle protagoniste, penso che sceglierei Nicholas, in realtà mi fa molta tenerezza date le sue circostanze *ride*, ma anche Tommaso, è decisamente un personaggio che amo! Se dovessi parlare dei miei personaggi, in poche parole, sarebbe impossibile, sono particolari e non come ci si aspetta, rischierei però di spoilerare troppo, potrei consigliarvi di leggere il romanzo. Sono sicura che almeno in uno di questi vi ritroverete!

4 Qual è la scena che più hai amato scrivere?

Ne ho scritte e riscritte di scene, ma quella che ho amato di più è il capitolo 17, me lo ricordo benissimo, lo sento mio. Più che altro ogni volta che lo leggo mi immagino la scena proprio come se fosse un film, la storia di Sofia mi tocca troppo, come già ripetuto parecchie volte! L’ho scritta tutta d’un fiato e anche di notte. Mi ricordo che in quel periodo scrivevo a fiume solo se pioveva, sembrerà strana come cosa, ma era una sorta di ispirazione.


5 La copertina è molto significativa: una lampadina rotta. Com’è nata l’idea?

L’idea della lampadina rotta non ha un vero e proprio retroscena psicologico o speciale, però posso dire che ero in cerca di qualcosa di particolare e che rappresentasse il romanzo. Dopo settimane di proposte di copertine, ringrazio la casa editrice solo per essermi stata dietro per tutte le mie scelte e indecisioni *ride*, ho finalmente avuto un’illuminazione. Ho pensato: infrangibile, è il titolo, quindi una lampadina può fare luce nel nero pesto della copertina, ma è fragile, e nella parte opposta, se giriamo il romanzo, la lampadina è esplosa. Prima o poi la fragilità ha un suo punto di rottura, a forza di tirare l’elastico, insomma, si arriva al culmine. Mi piaceva e aveva un contrasto con il titolo e un senso con il romanzo.

6 Qual è la ricerca più strana che tu abbia fatto?

La ricerca più “strana” che abbia mai fatto sicuramente riguarda le droghe. Ero davvero disinformata, e dovevo descrivere delle sostanze e dei suoi effetti, oltre a non conoscere le terminologie corrette non mi aspettavo ce ne fossero così tante. E poi, sicuramente, ho fatto molte ricerche sull’ambiente scenografico, vie, piazze, quartieri, non conoscendo Roma, nonché l’ambientazione, non potevo non informarmi.

7 Quanto tempo hai impiegato per la stesura del romanzo?

Un lasso di tempo preciso per quanto ci abbia messo per la stesura, ad esser sincera, non c’è. Ho iniziato a scriverla come storia inconsciamente su Wattpad e l’avevo terminata nel giro di pochissimi mesi. La prima stesura era molto più leggera, dai 15 anni ho cambiato molte cose, perché pensavo meritasse molto di più, poi ho avuto i primi contratti e ne ho scelto uno in particolare con una casa editrice. Poco prima dei 16 anni ho firmato il contratto, e poi dopo l’editing ho avuto una sorta di rifiuto, la vedevo come una situazione più grande di me che non sarei riuscita a gestire. Tutte le tematiche, avevo paura fossero troppo pesanti e che non le avessi trattate nel migliore dei modi, la sentivo come un’enorme responsabilità. Finalmente l’estate del 2019 questa piccola fase l’ho accantonata e ho ripreso a lavorare per l’editing finale. Febbraio 2020 era tutto pronto, ma la situazione storica che conosciamo tutti ha bloccato l’uscita del romanzo. In estate perciò ci siamo dati da fare e adesso eccomi qui!

8 Oggi riuscire a pubblicare con una Casa Editrice è sempre più difficile perché la concorrenza è tanta.
Come ti sei trovata tu con loro?

È vero, la concorrenza è abissale. Con l’avvento dei new media moltissime persone sono venute allo scoperto per farsi conoscere per la propria passione, ed è molto più semplice avere contatti. Io mi ritengo molto fortunata, e sono grata alla mia casa editrice. Scegliere una casa editrice dev’essere un momento accurato perché sono coloro che si prenderanno cura di te e dell’elaborato. Mi sono trovata davvero bene, ripeto, anzi non posso che ringraziarli perché sono sempre stati tutti molto disponibili con me, con miei tempi e le mie scelte. E poi è sempre emozionante avere a che fare con questo mondo, un’esperienza fantastica e un’opportunità speciale.

9 Tu vieni da Wattpad. Che cosa diresti, oggi, a quelli che come te vengono da quel sito?

Direi loro semplicemente la cosa più scontata che si dice sempre “continuare a inseguire i propri sogni”. Scontato ma efficace! Provare per credere, alla fine non costa nulla sognarci un po’ sopra, io ad esempio non avevo programmato nulla. Di certo non alludevo o mi sfiorava l’idea in mente di pubblicare romanzi.


10 “Unbreakble” vuol dire indistruttibile. Quanto c’è di te in questo titolo?

Direi parecchio. È un’antinomia con il resto del romanzo e dello scorrere delle vicende, però è anche tanto altro e non posso sporgermi più di tanto su questo. Però se pizzica un po’ di curiosità per scoprirne molto di più, sapete dove trovarlo!


11 Ahimè, il tempo è finito. Grazie per essere passata!

Grazie mille per queste domande, è stato un’enorme piacere!

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