Le avventure di Giraven/23

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven avaro

Il giorno in cui Giraven diventa famoso… no un momento, non c’è.

Il giorno in cui Giraven urla e sbrana tutti…. No, nemmeno, Giraven è vegetariano. Nel senso che è un erbivoro.

Insomma, è un giorno come un altro, nella savana sterminata a piena di vegetazione quanto i marciapiedi di Palermo, e Giraven sta dormendo. È uno spettacolo raccapricciante: innanzitutto russa, e qualche volta spara dei raggi laser a caso perché fa dei brutti sogni.

Ma il suo sonno si interrompe quando una Gazzella di Speke, un animale minacciato di estinzione, gli sussurra all’orecchio.

“Psst, ehi, Giraven! Mi senti? Sveglia! È ora della Colletta!” dice la gazzella, di nome Meleagra.

“Colletta? Di che cosa stai parlando, Meleagra?” ecco, appunto. Il fatto che Giraven conosca Meleagra di persona testimonia che la Colletta è una tradizione spendacciona che va avanti da un po’.

“La Colletta! Non dirmi che te ne sei scordato! Ogni mese facciamo il giro fra gli animali non minacciati che mettono un obolo per noi animali minacciati di estinzione! Sai com’è, ci teniamo a vivere” spiega la gazzella.

“Oh. Ah. Eh, Ih. Uh. Beh, insomma“ farfuglia Giraven, scartabellando nella sua memoria corta. “Che genere di obolo?”

“Il mese scorso hai messo due foglie, che fra parentesi erano amare”

“Ehi!” esclama l’albero che ha dato inizio a questa storia.

“Beh, metterò anche questo mese due foglie. Ma perlomeno sta funzionando questa cosa della colletta?” chiede la giraffa.

“No, ecco… stavolta dovremmo toccare la sensibilità degli animali che stanno bene un po’ più a fondo. Ci servono provviste e acqua, soprattutto, e la protezione dai cacciatori. Per questo dovrai impegnarti a distruggere coi tuoi laser coloro i quali ci attaccano”

“Non può farlo Snapurzio?” chiede Giraven.

“No, i rinoceronti sono già impegnati con le Jeep dei safari. Sai quando cercano di incornarli?”

“Ah, è un brutto vizio. Gli gnu?”

“Gli gnu sono impegnarti invece con la loro corsa al Ngorongroro, quindi nada”

“Uhm… e il Leone?”

“Sua Maestà è minacciato anche lui, perciò siamo autorizzati da Sua Maestà a prendere ciò che ci devi con la forza. No Giraven, ti tocca”

“Uffa! Ma perché devi essere così fastidiosa! Ora capisco perché sei in via d’estinzione!”

La Gazzella di Speke inorridisce. Persino due babbuini si girano, distogliendo il loro sguardo dalle banane.

“Questo è reato di avarizia! Devi espiarti sulla pubblica piazza!” esclama un Impala che sta passando di là.

“Il reato non esisterebbe, ma… ok! Vieni con me, Giraven!” dice la gazzella fissando con lo sguardo Giraven, che sentendosi attratto magneticamente è costretto a seguirla.

Così si ritrovano nella Radura Reale, ove i leoni e le leonesse conducono la vita pacifica di Maestà.

“Costui” dice la gazzella schiarendosi la voce di fronte al Re, che nel frattempo sta torcendosi il busto per fare un po’ di yoga “si è macchiato di avarizia! Che facciamo?”

Il re leone lo chiede a Rigobina, che nel frattempo sta continuando a decorare di fantasie le macchie di Giraven. “Eh? Oh, sì! A morte!

Giraven sta cominciando a sudare freddo, ma poi si rende conto che HA qualcosa da donare alla gente in via d’estinzione, così, ricordandosi che le sue macchie si possono aprire come sportelli, ne apre uno e estrae un cannone laser.

“Ecco” dice. “Sono felice di donarlo come obolo. Con questo, non avrete più nessuna paura di cacciatori o altro”

La gazzella di Speke fa azionare una leva a caso e lo strumento scaglia un raggio verde dotato di una grossa gittata. Non appena finito l’effetto, il raggio lascia in eredità una bella striscia verde piena di erba fresca pronta per essere gustata.

“E bravo Giraven! Hai sconfitto la tua avarizia!” esclama il Leone, che però si mette a sbadigliare in maniera poco regale. Lui, la sua pigrizia, non la sconfiggerebbe mai.

E nel frattempo, Rigobina è livida di rabbia per aver visto distruggersi una delle sue tele, per inciso quella della macchia di Giraven che lui ha aperto per estrarre il cannone laser.

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