Eat, Drink and Marry

e domani muori. Il mondo finirà domani! Raccontaci della tua ultima cena (cibo, compagnia, la disposizione, la conversazione)


Eravamo io, Gianderbozo Assicuroni, il signor Carlo e una bella svedese che non era mai stata in Italia.
Io stavo mangiando la quarta fetta di lasagna, quando poi mi misi a dire “Qualcuno mi passa quella bionda laggiù?”
Sia il signor Carlo che Gianderborzo mi guardano disgustati. “E questo perché vuoi la bionda svedese tutta per te, eh?”
Io parlo con la bocca piena. “No, intendo la birra. E poi parla per te, Giandeborzo, che non sei mai comparso in nessuna delle mie storie”
“Perché, il signor Carlo invece sì?”
“Beh, lui interpreta il perfido Lord Banana”
Gianderborzo si tuffa a terra per inginocchiarsi, ma facendolo si sbuccia i gomiti.
“Oh” dice. “Mi toccherà leccarli. Tu svedese leccami i gomiti”
La bella svedese non capisce nulla di quello che si dice. Io intanto mangio una bella arancina.
“Vedi? Non vuole leccare il tuo gomito sbucciato.Poi chissà cosa hai detto nella sua lingua. Sai che in Svezia alzare il gomito per farselo leccare è considerata una proposta per fare bunjee jumping?”
“Davvero?” chiese il signor Carlo. Poi divenne un elicottero e uscì fuori dalla finestra.
“Era un gran bel labrador” disse la bella svedese, prendendo solo un’oliva, come se potessero esserci nel mio ultimo banchetto prima della fine del mondo.
“Ma allora tu parli!” esclamò stupito Gianderbozo Assicurazioni.
“Sì, certo che parlo” disse la tizia. “E adesso me ne vado. Non mi avete degnato di uno sguardo!”
E se ne andò. La cena fu un disastro terribile. In ogni caso, neanche se fosse l’ultima notte del mondo la bella svedese si sarebbe concessa a me, che ho sempre e solo avuto picche da tutte. Non si sarebbe mai concessa al signor Carlo, che in realtà era un elicottero; e non si sarebbe mai concessa neanche a Gianderbozo Assicuroni, che in effetti era un essere talmente anonimo che lo vidi solo quella volta. Non che poi ci sarebbe rimasto più tempo però, insomma, all’aldilà tu conti di rivedere tutti, no? E lui non c’era.
Forse dovrei scegliere meglio la gente con cui passare l’ultima notte dell’anno… ma, vedete, mia sorella se ne va con gli amici, mio padre va a trovare la compagna a Roma ed io rimango solo, perché non voglio auto invitarmi nelle feste degli altri. Lo trovo un po’ triste.
Com’io sono e fui.
Un po’ triste, intendo.
Lasagne, arancine e poi una bella setteveli. Che bella cena. Alcuni avrebbero detto tortellini in brodo, ma qualcuno che non sono io. Ed io sto scrivendo in questo post.
“Aven ma non sta finendo il mondo domani”

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