Racconto random.

Andrea Aven, [20.12.19 17:10]
Sempre caro mi fu quest’ermo colle.
Solo che un genio ci ha messo una siepe davanti, in modo che il resto del condominio non vede più un tubo. Un tubero. Un tubo di tuberi.
Non mi resta che immaginare, just my imagination come dice la canzone famosa. Per adesso mi risuonano in mente le parole del genio di cui sopra che mi fa “Eh, dovrò proteggere i miei meli, no?”

Sembra quasi uno scioglilingua. Insomma, la siepe mi impedisce. Improvvisamente, qualcosa mi scuote.
Oddio! Esclamo spaventato. “Non agitarti.” Mi comanda, anche. “Non ho mai visto un otto che parla!”
Lo ammetto, magari mi sarei aspettato un sei che parla, sapete per tutta la questione di: “sei un pesce?” Oppure: “sei quello che sei, trentasei”; ma un otto…

“Non sono un otto, né tantomeno mangio crauti” rivela quello. “Sono un infinito”

Infinito, eh? “Be’, se questo amore è amore infinito” ribatto piccato.

“In effetti” risponde lui, quasi pensandoci. “In realtà mi sono perso. C’è questa siepe che impedisce di essere infinito anche me, e sai, tutta quella roba sul naufragare che Jack e Rose mi fanno un baffo”

“Brutta storia quella” commento, convinto come lui che naufragare non è mai dolce. Avete assaggiato l’acqua del mare? Come dite? Sa di plastica?

“Insomma dobbiamo fare qualcosa” propongo. L’infinito fa volare un po’ di inchiostro fa se stesso.

“Come vedi le idee mi colano perché sono bucato. Tu che idee hai?”

Ci penso su. Mi cade dal cielo un tronchese.

“Ehi albero, oh trash! Ti serve aiuto bro?” Dice quasi senza fermarsi.

“Oddio che è?” Chiede il mio amico infinito.

“Oh, è solo un tronchese che parla in tronchese” spiego. “La lingua dei tronchi piace anche a Mara Maionchi, ti voglio utilizzare una siepe dobbiamo eliminare!”

Il tronchese si commuove. “Bella storia zio, ti propongo al carnevale di Rio”

E zac e zac, la siepe sparisce. L’unica cosa che dice è questa: “non mi lamento del taglio ma oggi come oggi voi parrucchieri avete un’altra unità di misura”

“Non importa” ribatte l’infinito. “Adesso posso tuffarmi oltre l’ermo colle e spiaggiarmi come una balena”

E naufragare mi è salato ma finché la barca va lasciala andare.

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