La leggenda dei tre compagni e del figlio della luna/35

la leggenda dei tre compagni e del figlio della luna

Mond osservò con disprezzo Peter che raccoglieva il sangue che aveva prelevato dalla sua guancia e lo poneva dentro una boccetta squallida, sporca, indegna di conservare il prezioso sangue di un principe. Mond, inoltre, sentì bruciare tantissimo la guancia.

“Che cosa mangiate sulla Luna? È ora di cena, ma cosa posso offrirti?” chiese Peter. Mond non rispose.

“Oh, andiamo!” esclamò l’uomo. “Non fare tanto il duro, a quanto pare dobbiamo stare un po’ assieme. Perché non diventiamo amici, bottino ambulante, prima che ti venda?”

Mary continuava a piangere in un angolino. Peter decise di smettere di ignorarla, così si avvicinò a lei e, rannicchiandosi, le carezzò i capelli.

“Hai una lama con te” sussurrò. “Ha l’aria preziosa. Un’ottima fattura per un grande re. Grazie per questo dono, sarai ricompensata”

Mary prese l’elsa della Tempesta istintivamente e la protesse come poté. Ci teneva tanto, Mond lo sapeva, era la testimonianza della sua abilità.

“Brutta cagna! Come osi non collaborare?” esclamò. Si rivolse ai soldati armati di lancia. “Tenetela ferma mentre la punisco!”

Mond non aveva idea di cosa intendesse dire, né del motivo per cui si stava abbassando i pantaloni, mostrando il pene a tutti i presenti.

“In fondo, un re deve sempre avere la prima notte di nozze, vero? Tu mi offri la spada e il ragazzo e io chi sono per non donare me stesso?”

“No! No! Ti prego!”

Parole vane. Mond voltò lo sguardo, lasciando che fossero le sue orecchie a soffrire per lui. Le urla della ragazza si incisero con violenza nella sua mente e il ragazzo sentì morire il proprio cuore lentamente, mentre sentiva rumori, dolore, sofferenza, pianti. Anche lui si sentì in qualche modo violato, mani su mani che lo toccavano, e un grande senso di sporcizia addosso, mentre Peter rideva come uno stupido. Risate, crudeli risate che, mentre si conficcavano come spine sul suo cranio, facevano rimpiangere la notte passata davanti alle mura del Lord Enwick.

Insegnatemi a combattere perché non voglio più vedere morire nessuno” così si era espresso. Ma in quel momento era legato mani e piedi e non aveva idea del motivo per cui dovesse utilizzare la magia solo durante la notte e in determinate circostanze. Quanto si sentiva inutile!

“Bene” disse infine Peter. Evidentemente si era soddisfatto. Cominciò ad allontanarsi dalla povera Mary che cercò di rivestirsi come poteva. La spada, intanto, era nelle mani di quel viscido. “Adesso legatela, in modo che se dovesse venirmi di nuovo voglia, ce l’ho pronta”

Mond strinse egli occhi. Sentiva un fuoco dentro e giurò vendetta. Una volta tornato sulla Luna, avrebbe chiamato tutte le sue legioni solo per quell’uomo, se uomo si poteva chiamare,  e gli avrebbe strappato anche l’anima.

“Perché mi guardi così?” chiese Peter, mentre faceva suonare un campanellino. Cenò davanti a loro e dopo aver ruttato sonoramente, ripeté di nuovo la stessa domanda.

“Vuoi che ti tagli di nuovo? O che ti rimuova un dito? Pensi che se ti mozzassi l’indice questo si raggrinzisca, smettendo di essere bianco?”

Non ricevette risposta, ma solo uno sguardo bieco.

“Hai guardato prima, ragazzo? Sei vergine, per caso? Sai come si fa? Jack, ha guardato?”

Jack, uno dei due soldati armati di lancia, disse “No, mio signore”

“La prossima volta fate in modo che guardi. Deve diventare un uomo o no?”

Peter detto quello si allontanò, seguito da Jack e l’altro lanciere.

Rimasti soli, Mond azzardò uno sguardo alla sua vicina.

“Mary…” esordì. Non piangeva più. Sembrava quasi morta.

“Non c’è bisogno di dire niente” disse lei, con voce vuota e spezzata. “L’ho meritato”

“Non hai meritato un cazzo! No! Come cazzo fai a pensare una cosa del genere?” sbraitò Mond, contorcendosi adirato sul suo palo. “Non ti permetterò di pensare un’aberrazione del genere! No! Dovrai passare sul mio cadavere! Niente ti deve impedire di pensare alla grande e meravigliosa persona che sei!”

Mary lo guardò perplessa. “Me… meravigliosa, io? Io che ti ho venduto dopo che mi hai mostrato clemenza?”

“Sì!” esclamò con certezza il figlio della Luna. “Solo una persona in grado di amare avrebbe potuto trovare qualcosa di positivo in quell’animale.”

“Già…” disse Mary. Mond sentì, ogni volta che guardava gli occhi spenti della ragazza, una stilettata. “Il fatto è che ne ero sempre stata innamorata. Poi, però, c’è stata la guerra, e la siccità, e la febbre, e a un certo punto anche P… lui… è cambiato. Pensavo che standogli vicino avrei risolto, ma…”

“Avrai una sorte migliore di questa, lo prometto” disse Mond. “Scusa se sono una merda. Non ho potuto fare niente per salvarti”

“No… non devi scusarti” disse sbrigativa Mary. “Non ti preoccupare.”

Seguì una lunga pausa silenziosa.

“Davvero pensi che io sia meravigliosa?”

“Sì” confermò Mond, guardandola dritta negli occhi con decisione. “E secondo me lo pensa anche Thomas.”

Mary ridacchiò. Si sorprese nel farlo. La pausa si prolungò.

Man mano che scendeva la sera trasformandosi in notte, Mond cominciò a sentirsi strano, più potente in un certo qual modo.

Mary strillò. “Ma che cazzo ti sta succedendo? Stai prendendo fuoco? No… un momento! Ma questa è luce”

Mond divenne più luminoso che mai. Era talmente accecante che la luna in persona sembrava fosse scesa sulla terra a lenire le sorti degli uomini.

Persino la ferita sulla sguancia scomparve, rimanendo tuttavia un vago segno.

Mond, improvvisamente, ricordò. Era la stessa situazione di quando si trovava nella radura, la prima sera sulla Terra.

Deglutì. Decise di concentrarsi. “Cara Mary” disse “avremo la nostra vendetta. Nessuno ti torcerà più un capello. Vedrai”

Mary si colpì nel vedere quanto la voce del ragazzo fosse più chiara, acuta. La voce della Luna.

In quel momento arrivò Peter e i suoi due sgherri. L’uomo fischiò.

“Pazzesco! Sei un lume vivente!” esclamò meravigliato. “Slegate il lume e la mia donna, devono vedere lo spettacolo!”

Furono portati di peso verso uno spiazzo, dove tutti i soldati di Peter erano già riuniti. Al centro, un rogo per tre persone stava per venire acceso, dacché vi era un uomo barbuto con una torcia in mano.

“Signori!” esclamò Peter “siamo qui riuniti per vedere le sorti di tre persone che osano entrare nella mia proprietà privata, nel mio feudo! E abbiamo qui il figlio della Luna, che sarà il nostro finanziatore per la costruzione del mondo che abbiamo sempre desiderato!”

Seguitarono risate e sbeffeggi.

“Non sembra un lume?” disse Peter. Mond vide i tre compagni che ricambiarono il suo sguardo. I quattro seppero in anticipo cosa stava per accadere. Nessuno di loro sarebbe morto, non quella sera, non in quel frangente, non nelle grinfie di quell’animale.

“Bando alle ciance!” Esclamò Peter, ponendo fine alle voci alzando il braccio. “Al rogo gli invasori!”

Ma Mond sentì montare l’ira dentro di lui e strinse gli occhi. Si liberò dai lacci che gli stringevano i polsi e, steso il braccio, sollevò ogni singolo paletto che stava componendo il rogo, puntandolo verso ciascuno dei soldati. Il paletto più grosso e robusto, invece, era rivolto a Peter, che perplesso si chiese “Che succede? Sei tu, ragazzo? Uccidetelo!”

Un manipolo di uomini cercò di ferirlo, o di colpirlo, ma vennero tutti  scaraventati via non appena osarono sfiorarlo. Non appena caddero finita la parabola, morirono.

Mond fissò Peter con un certo brillìo negli occhi, che spaventato cercò di farsi largo nella calca per fuggire, ma il figlio della Luna schioccò le dita e i paletti da che fluttuavano inerti partirono come frecce e colpirono a casaccio, perforando il cuore di ciascuno dei bersagli.

Il paletto destinato a Peter, invece, si conficcò lungo tutto il torace, distruggendo ogni singolo organo. Nel frattempo, la torcia destinata ad accendere il rogo scivolò dalle mani dell’uomo barbuto e si conficcò proprio al centro del suo cranio, prendendo fuoco.

Mentre Peter spariva da quel mondo, Mary si sentì sollevata. Thomas fu liberato dalla magia di Mond e si precipitò verso di lei. Era del tutto dimentico della sua condotta e le chiese se stesse bene, tenendole le mani.

Edward e Gerald, invece, osservarono compiaciuti la strage appena avvenuta. Cadaveri su cadaveri fiocamente illuminati da Mond e dalla fiammella che stava consumando il corpo di Peter giacevano attorno a loro. Erano morti tutti.

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