Quel che un asparago avrebbe detto/2

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2 … se fosse diventato una caffettiera

 

“Cassapanca”
La ricerca su Google stava dando i suoi frutti. L’asparago era molto bravo col mouse, bastava solo spingere e premere il tasto sinistro.
“Molto interessante. Devo dire che ce ne sono di tutti i tipi”
L’asparago era molto invidioso. Stava guardando un sacco di colori, di forme, mentre lui era verde e anche un po’ monotono. Decise di fare un’altra ricerca. Scrisse “Caffettiere nell’orto” e gli comparve Giovanni.
Era alto, emaciato, con due vispe occhiaie e un tatuaggio di un fiorellino che forse era un fotomontaggio. La verdura non li sapeva ancora distinguere, a quel tempo.
“Sembra un passaggio a livello” commentò. “Sarà meglio chiedere ai sassi”
Vi erano dei sassi proprio fuori dalla finestra, nell’orto dov’era nato e cresciuto assieme alle patate, alle carote e forse anche ai peperoni, anche se non era esattamente stagione.
“Scusate, che ore sono?”
I sassi balzarono via in preda al panico.
“Non ucciderci! Siamo insipidi, pur avendo i sali dentro di noi!”
Sulle prime, si perse. “Come mai dovrei uccidervi?”
“Sei una caffettiera, no? È chiaro che tu voglia metterci dentro di te, per servirci caldi con quella cosa nera che produci!”
“Il petrolio?”
“Il caffè!”
L’asparago ebbe un rivelazione. Una befana fece cadere un pacchetto che nessuno aprì, tanto c’era scritto uno scherzo.
“Comunque, i sassi non si servono a colazione caldi. Quelle sono le brioche”
Le pietre si guardarono sbigottiti. Era incredibile come avessero sbagliato, anche di brutto, la previsione.
“Va bene, scusaci” dissero. “Ma tu sei proprio una caffettiera ed è stato facile sbagliare”
“No, vi dico che sono un asparago, bello fresco anche!”
Ricevette uno specchio, senza che i suoi interlocutori dicessero nulla. Si guardò ed ebbe uno spavento. Stava anche fuoriuscendo del petrolio da dentro la parte superiore della moka.
“Ma è pazzesco, non ci avrei mai creduto!”
“Vero, eh? E noi che dobbiamo dire, che siamo sassi e non abitiamo neanche a Matera?”
“Ma solo di martedì” disse la moka.

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