Quel che un asparago avrebbe detto/3

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3 … se fosse stato in Molise

Il Molise è una delle venti regioni italiane. Quel giorno, però, Fabrizio Molise stava guardandosi allo specchio, per aggiustarsi quella maledetta cravatta.
“Non sono meglio i papillon?” si chiese infine. Bussarono alla porta.
“Avanti”
Un asparago umanoide sorrise a Fabrizio.
“Felicitazioni!” esclamò, a piena voce. “E così finalmente sei riuscito a portarti a casa la banana, eh?”
“Già” rispose. “Genoveffa Banana, che donna”
“Preferisco sempre una ciliegia” rispose l’Asparago. “Va bene allora, credo di tornare dove sono venuto”
“No, un momento” disse Fabrizio. “Vieni qui un attimo”
L’asparago lo guardò con sospetto. “Davvero, stai per sposarti. Deve essere la sposa a perdere tempo, non tu, tu devi mettere sia la cravatta che il papillon”
“Bah. Devo mostrarti una cosa”
Incuriosito, il suo interlocutore si avvicinò allo sposo e guardò che cosa doveva mostrare.
Si trattava di una cartina del Molise.
“Bella, no? È una delle regioni italiane”
“Caro mio, qui siamo a Campobasso”
“Oh mio Dio! Ma che stai dicendo? Campobasso è precisamente il capoluogo!”
Fabrizio si mise a correre su e giù per la stanza e l’asparago venne catturato dalla mappa, e inserito al suo interno.
Vide sterminati campi, pascoli, montagne, neanche una persona a lunghe e lunghe distese d’occhio.
“Mi sarebbe piaciuto assistere a quel matrimonio, perlomeno si mangia bene e vengo servito spesso come antipasto e come primo, se vogliamo”
“Meh” rispose una mucca. Aveva ragione, e l’asparago si sedette di fronte a lei, per poterle parlare.
“Che ne sai tu, dei massimi sistemi?”
“Meh” rispose il bovino. Cominciò a ruminare sulla sua testa.
“Rumina pure” rispose l’altro. “Non conoscerai mai il segreto dei citofoni”
A centinaia di chilometri da quella zona, nella piena civiltà, un citofono prese a squillare.
Un suono forte, deciso, robusto… praticamente, una fototessera.
“Pronto?” chiese Giangiacomo.
“Non si dice, piuttosto chiedi chi è” risposero dall’altra parte. “Comunque, è arrivata la pizza”
Era sempre arrivata la pizza, e sarebbe arrivata anche più di una volta, quel giorno.

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