La carrozza e il materasso

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Una carrozza passava tranquillamente per le vie della città. Era il periodo in cui si facevano uscire i cavalli per una passeggiata atta a sgranchire loro le zampe, che, quattro, avevano giusto voglia di una corsetta in mezzo alle automobili e ai passanti ignari.
Improvvisamente la carrozza incontrò un materasso poggiato accanto a un cassonetto dell’immondizia.
“Che ci fai qua?” chiese quest’ultimo al materasso.
“Sto aspettando quella carrozza arrivare, mi deve rispondere a una domanda che gli ho precedentemente posto”
Seguì una pausa.
“Beh, quale sarebbe?” chiese il cassonetto.
“Non pensarci”
Arrivò la carrozza, il cavallo, stanco, non fece caso ai rifiuti ma ciò che trainava rispose “Tredici”
Il materasso, sentendo quella risposta, arricciò le labbra.
“Non pensavo che fossi così strappato da tirare fuori i batuffoli che hai dentro e parlare pure” commentò l’asfalto.
“Ma qual era la domanda? perché ha risposto tredici?” chiese un albero. L’ex materasso, il quale conosceva la risposta alla domanda sulla vita, l’universo e tutto quanto, disse “Non voglio che vi facciate strane idee. Non ho chiesto alcuna domanda profonda a quella carrozza. Volevo solo sapere qual era il suo colore preferito”
“E tredici che colore sarebbe?” chiese il lampione.
“Tucano” rispose l’oggetto che serviva per dormire.
Con un battito d’ali, arrivò un tucano.
“Mi avete chiamato?”
“Scusami tanto, mio caro M. Aterasso” disse il lampione, decidendo di staccare l’iniziale dal resto della paura per creare un nome ed evitare la ripetizione in questo testo “Ma il tucano non può essere il colore tredici. Anzi, non può essere un colore solo. Perché chi prova un colore solo non lo lascia più”
“Sarà anche così” rispose M. “ma ci sono colori soli per la sete d’avventura”
“Calma, ragazzi” disse il Tucano, allargando le ali. “Sono ciò che si desidera di più nella vita”
Piombò un silenzio micidiale.
“Senti, dai, fatti una camminata” disse il cassonetto dell’immondizia.
“Non posso, sto volando, Jack” rispose il pennuto, per tornare a volare. Nel frattempo la carrozza se n’era già andata, ma nessuno aveva ancora capito cosa significasse tredici.

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