Il vero nome di Fibrizza/5

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“Il prezzo sale…”
Fibrizza non poteva più fidarsi di casa sua. Quel che stava dicendo la sua stessa scopa doveva assolutamente trovare riscontro. C’era o no il Mostro Budino?
E che cos’era quella faccenda dei pomodori? Che suo marito nascondesse qualcosa? Il suo cane? Stava davvero rosicchiando un osso o era solo un temperino?
“Presentami questo nemico, magari posso servirlo come dessert un domani” cominciò a dire Fibrizza.
“No, adesso il tuo dovere è un altro” disse la scopa. “Montami, su”
Non era del tutto sicura di aver capito.
“Montarti…? In che senso?”
“C’è solo un modo per scoprirlo”
Il manico si mise fra le gambe di lei, in modo da interpretare le streghe quando avevano ancora per spostarsi quell’attrezzo.
Andiamo, sappiamo tutti che sono capaci di volare.
“E adesso, andiamo subito dal Mostro Budino!” esclamò lei, e andarono. Fuori di casa, fuori città, fra i colli.
“Sarebbe qui? Ero convinta che fosse a casa nostra”
“È davvero casa tua? Pensaci.” provocò la scopa.
“Certo che sì” sbraitò lei. “Ci abita anche mio marito!”
“Tuo marito non sa neanche come si chiama” tagliò corto l’attrezzo. “Adesso concentrati su dove siamo. Secondo te cosa ti ricorda questo paesaggio?”
Fibrizza, ancora offesa per l’insulto gratuito rivolto a suo marito, “Cosa dovrebbe ricordarmi, scusa? Il prato è verde e c’è un cielo nuvoloso, il vento viene da… destra, credo”
“A parte che si dice Nord-Ovest” disse la scopa. “In ogni caso, ti ho chiesto un’altra cosa. Cosa ti ricorda questo posto?”
A Fibrizza pareva la stessa domanda di prima. “Una dannata collina, ma miseriaccia! Vuoi proprio farmi impazzire?”
“Voglio farti impazzire, Fibrizza Castelloni? O sei tu che impazzisci per te stessa? Pensaci, o avventuriera che si ritrova in una collina che le ricorda una collina, oppure i pomodori saranno troppo grandi per te”
La donna credé di non aver capito bene, ma la scopa, da che c’era, non c’era più.
“Incredibile” borbottò. “E adesso che ci faccio qui? Non c’è letteralmente niente. Solo qualche ciuffo d’erba e tanti grilli!”
Il vento soffiava da Nord-Ovest. Ma cosa voleva che facessero? E perché aveva cambiato nome?
Si sedette, cercando di tormentare una spiga di grano, ma neanche quello le diede così tanta soddisfazione.

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