Quel che un asparago avrebbe detto/6

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6 … se avesse dovuto sturare un lavandino
“Ed ecco a voi Jonathan, il mago dell’asparago!”
Un applauso fragoroso salutò il prestigiatore suddetto, che si sollevò il cappello e fece comparire una serie di fotocopiatrici.
“Si parte alla grande, eh?” chiese la voce fuori campo. “Cosa vuoi proporci, oggi… eh?”
La voce della madre della voce fuori campo riempì l’area.
“Arrivo subito, scusate un secondo”
Andò verso di lei.
“Che succede?”
“Si è otturato il lavandino! Certo, se non ti ostinassi a fare cadere tutto quanto nel lavello magari rimarrebbe libero!”
Era vero. C’era un enorme quantitativo di acqua sporca che ancora aspettava di scendere.
“Quand’è che si libera questo ascensore?”
“Salamandre”
La voce fuori campo chiamò un asparago, che arrivò immantinente.
“Mi avete chiamato, mozzarelle?” esordì tutto d’un fiato. “Sono andato a fare la maratona di New York, ma qui ci troviamo a Discorso sul Ventriolo, non mi sembra proprio la grande mela”
“Eh, non tutte lo sono” rispose una grande mela nel portafrutta.
“Sono comunque quarantadue chilometri che hai fatto” disse la voce fuori campo, che rimase incorporea tutto il tempo.
“Sì, effettivamente li ho compiuti in otto ore circa, ma ne è valsa la pena” rispose quello. “Bene, che succede?”
“È fin troppo evidente quel che succede, no? C’è un lavandino otturato”
“Eh, addirittura”
Il contenuto nel lavello si mise a gorgogliare, come se ci fosse una Gorgone sotto che stava borbottando qualcosa sui bambini che giocavano a pallone proprio sotto casa sua.
“Adesso vediamo che si può fare, ma dobbiamo verificare nel tubo sotto”
Effettivamente c’era un canale di scolo sotto, che era pieno di maniglie.
“Non abbiamo la minima idea di quel che stiamo facendo!” esclamarono quelle.
“In effetti, dovreste essere attaccate alle porte. Che ci fate, dunque, qui?” chiese l’asparago.
“Stavamo aspettando il mago! Ma si sta esibendo davanti al pubblico, e la voce fuori campo ha anche lasciato il palco!”
“Sono solo tredici persone, chi vuoi che se ne accorga” disse la voce, anche perché aveva un certo timore di sua madre, una voce femminile un po’ polemica.
Il lavandino scomparve.
“Avevamo detto di liberare solo il lavello, ehi, fermo!”

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