La leggenda dei tre compagni e del figlio della luna/49

la leggenda dei tre compagni e del figlio della luna

Timidamente, Gerald, Mary e Teodolinda si avvicinarono ai due duellanti.

“Domani sarà un grande giorno” disse a fatica Habraxan. “andò dal re, gli farò dimenticare chi sono e mi presenterò come l’Uomo Bianco, George dalla Valle, e gli chiederò il posto di Primo Ministro”

Teodolinda inarcò un sopracciglio. Era sicura che il suo amato avesse battuto la testa, ma in fondo al suo cuore fu felice che avesse abbandonato il suo proposito di terrorizzare gli innocenti.

“Vi ringrazio, tutti” proseguì l’uomo, aggrappandosi alla donna che amava. “Siete liberi di andare. Per questi giorni vi ho tenuti in trappola nella capitale, perché desideravo ardentemente parlare con Mond, ma adesso che lo abbiamo… fatto” si interruppe tossendo “desidero immediatamente cambiare vita. La mia vita. Gli Ibridi, i sotterfugi, i complotti… tutte futilità. È l’amore che muove il mondo. Rimarremo qui, come Regno visibile e approvato, e daremo i nostri servigi a chi ha il diritto di sedere sul trono. Probabilmente, il giorno dell’incontro con il re di Ontaria gli proporrò se vorrà David come Primo Ministro…” ridacchiò. Si sforzò per dire un’ultima parola “Voi, invece, dove andrete?”

“Partiremo non appena Mond si sarà rimesso” disse Gerald, che nel frattempo aveva preso sulle spalle il ragazzo, che cominciò a riposare. “andremo a far visita al signore della scogliera. Tu lo conosci, vero?”

George annuì. Allungò un dito ignorando i crampi e le fratture, e per la prima volta toccò una persona che non fosse Teodolinda. L’indice sinistro, per quanto gli facesse male, si pose sulla fronte di Gerald e rimase in quella posizione per qualche istante.

“Ti ho passato tutte le informazioni per trovarlo” annunciò. “è così, vero?”

Gerald cercò nella sua mente ed era vero. Vedeva nitidamente un posto che non aveva mai visitato, e seppe esattamente come andarci, quanto tempo distava, che forma avesse il paesaggio e che tipo di persona fosse il Mago. Gli parve di esserci stato così tante volte da essere di casa.
“Sei una bella persona” disse Gerald, inchinandosi per ringraziarlo. “Non lasciare che il tuo cuore si pieghi al male”

Serve come promemoria anche per me, si disse Gerald.

“Non accadrà” disse Teodolinda, e detto quello si separarono.

Mond impiegò un mese intero per riprendersi, ma alla Luna Piena successiva sembrò che non avesse mai lottato contro nessuno. Rimasero soltanto alcuni graffi e lividi, ma per il resto era in piena forma. Nei giorni che si susseguirono Gerald e Mary parlarono con Edward, e insieme convinsero re Elijah a partire con loro, a causa di alcuni consigli illuminanti che Mond stesso gli diede.

George riuscì a ottenere la carica che desiderava non con l’inganno, ma mostrando al re gli effetti benefici dell’Artiglio di Gatto. Fu talmente entusiasta che quasi lo spinse a dare in moglie anche la sua stessa figlia, ma quegli rifiutò cortesemente.

Il vecchio Primo Ministro, non appena ricevuta la notizia di essere stato sostituito in favore del misterioso George della Valle, si adirò oltremodo e cercò di ucciderlo ma quell’ira fu ben presto placata alla vista di una sostanziosa somma di denaro e di un feudo fra i più importanti del regno.

Fu una festa incantevole, che diede modo a Gerald e Florence di riavvicinarsi e ballare insieme. Jezrael non fu geloso: sapeva, infatti, che i due erano amici e avevano bisogno del reciproco sostegno per affrontare un lutto considerevole.

Mary, nel frattempo, addestrò Mond tutti i giorni e nel frattempo studiò anche lei. Era affascinata dalla magia e sperò che David le comunicasse almeno gli incantesimi base. Aveva visto lo scontro fra Mond e George e voleva combattere come loro. David, d’altro canto, sembrava solo anche lui. Non gli chiese mai nulla, in ogni caso.

Infine, il re di Ontaria arrivò con tutta la sua corte, innanzitutto per rendere omaggio al vecchio re deceduto, infine per stabilire un degno trattato di pace. Fu una trattativa semplice e senza intoppi. I due eredi si accordarono in un matrimonio che sarebbe dovuto avvenire entro dieci anni e nel frattempo avrebbero dato ordine di fusione dei due regni in maniera graduale. Quanto ad Ashengard, sarebbe stata nominata provincia autonoma del nuovo regno.

Fu allora che, una volta deciso il tutto, Lord George della Valle, Primo Ministro del Regno, e lady Teodolinda figlia di Jack, si unirono in un matrimonio in pompa magna. Mond venne chiamato a testimoniare per lo sposo. Ci volle un altro mese perché George volle sposarsi con la luna piena e avere il testimone in piena forma.

Da quel giorno in poi, George non avrebbe più camminato coperto alla luce del sole.

“Sono albino e non me ne vergogno!” dichiarò fiero, anche se dopo il terzo boccale. Fu accolto comunque con un convinto applauso.

Dopo che fu consumato anche quel lieto evento, fu il momento per i tre compagni di accompagnare il figlio della Luna alla scogliera. Fu un giorno di buon mattino, e la luna calante era a un quarto.

George e Teodolinda furono gli unici ad accompagnarli alla porta della capitale.

“Canteremo storie su di voi” disse il nuovo Primo Ministro. “Avete compiuto tante imprese leggendarie e sconfitto il Regno Invisibile. Il Principe d’Argento ha lasciato il segno”

Gli tese la mano. Mond ricordò quando lo ebbe fatto lui, la notte in cui si confrontarono. Gli rispose con vigore.

“La luna non dimenticherà mai questo regno” dichiarò in tono solenne. “Se mai dovessi tornare a casa sul trono di mia madre, darò ordine di allacciare nuovi rapporti con la Terra. Farò in modo che questo mio viaggio non sarà dimenticato!”

George tranne il respiro.

“Ciò vuol dire che…” cominciò, incredulo.

“Sì” sorrise Mond. Si sentì molto adulto, di sicuro era più alto da quando era atterrato. In quel momento gli venne in mente di poter essere un re lungimirante. “Sarai il mio ambasciatore sulla Terra. In qualche modo ti sei guadagnato la cittadinanza onoraria sulla Luna”

“No… pazzesco. Incredibile, incredibile”

George si gettò ai suoi piedi e lo ringraziò sentitamente. “Non credevo” disse “di essere meritevole di tanto onore”

“La gente ti ama, George” disse Gerald. “Hai conosciuto la paura, la disperazione e tanti mostri, ma adesso sei pieno di amici”

“Già” concordò Teodolinda. “è quello che gli dico sempre anch’io”

George sorrise. “Arrivederci, dunque. Possa la Luna, la tua casa, illuminare il tuo cammino”

Mond scrollò le spalle e montò sul suo cavallo. Ormai lo sapeva fare molto bene. “Ci riuscirò”

George andò da sir Edward e gli pose una mano sulla spalla. “Sarai le mie braccia e la mia voce. Consiglia il principe. Agisci per conto del tuo re!”

Edward ricordò molto bene quando vide il re di Ontaria. Lui non lo riconobbe, ma ormai non era più casa sua. Quell’Edward era morto ad Ashengard.

Mary, d’altra parte, era pronta per conoscere il Mago. Nessuno le aveva dato lezioni, anche perché non aveva esplicitamente chiesto. Era determinata a fare da sola. Si era emozionata quando credé di aver sollevato una piuma, ma era stato soltanto il vento venuto dentro dalla finestra aperta.

Era innamorata della magia. Non avrebbe dimenticato facilmente le luci, i fuochi e gli scossoni dello scontro fra Mond e George.

“Buon viaggio!” esclamarono all’unisono George e Teodolinda, l’uno nella mano dell’altra. Rimasero lì, in piedi, ad osservare quattro cavalli galoppare verso sud, ormai certi di non trovare più nessuna minaccia in grado di poterli spaventare.

 

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