I ricordi di Adalgisa/8

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Adalgisa osservava la strada dalla finestra. Era facilitata perché abitava al terzo piano.
“Macchine”commentò. “Sono sempre così tante… non riesco a contarle tutte”
“Chiedo scusa”
La voce di suo fratello le pervenne alle spalle.
“Perché dovresti contare le macchine?”
Lei si voltò e gli rispose con astio, anche senza abitare ad Asti. “Perché mancano i treni. Tu, piuttosto, perché stai bevendo tè freddo?”
Quel fratello non rispose. Sapeva che lei stava per raccontare un aneddoto.
“Tutto cominciò dieci giorni fa. Un treno stava andando verso l’Arizona, mentre io sono qui a sciogliermi di caldo. Nove giorni fa, quel treno arrivò, ed io uscii a fare la spesa. Otto giorni fa, invece, quel treno divenne una noce di burro, mentre qui a casa io mi chiedevo perché si dicesse noce di burro. O è noce, o è burro. Chiaro.”
Il fratello di lei ascoltò interessato. Poteva essere un completo delirio, o una storia incredibile.
“Sette giorni fa mancavano sette giorni ad oggi, mentre sei giorni fa pulii per terra, trovando anche un nichelino, non spendibile qui dove ci troviamo”
“E figuriamoci se quando troviamo soldi possiamo poi anche spenderli” commentò l’altro.
“Cinque giorni fa” proseguì imperterrita la tizia “Andai a trovare un’amica, che si era slogata un piede. La trovai perfettamente rimessa e mangiammo una ciambella.”
Lui pensò che fosse plasibile.
“Quattro giorni fa erano esattamente novantasei ore da oggi, e non ricordo cosa ho fatto, se ho riparato un comodino oppure noleggiato un missile”
“Eh, facile da confondere” rispose l’altro. Il the freddo era finito.
“Tre giorni fa, invece, riconobbi subito un cormorano” proseguì Adalgisa “Era lì, dentro la televisione, infatti poi non l’ho più accesa da allora, come mi ero ripromessa di fare. Due giorni fa, non ebbi più notizie di quel treno che era arrivato in Arizona, ma magari poi era ripartito verso l’altro capolinea. Ieri, invece, era stato un giorno come un altro, solo che pioveva. Oggi, tuttavia, è oggi, e domani sarà un…”
“Non dire giorno migliore, per favore!”
“Domani sarà un anno che ho portato il mio aereo a fare bisognini!” lo corresse Adalgisa, scandalizzata. “Perché pensate tutti la stessa cosa?”

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