Quel che un asparago avrebbe detto/8

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8 … se non avesse badato al sé
Quel che accadeva in città rimaneva in città. In campagna, invece, gli asparagi dovevano fare i conti col pomodoro, con i peperoni, con le patate e tutto ciò che serve in modo che questo cresca sulla terra.
Giacomino l’asparago carino stava giustappunto sbadigliando, quando improvvisamente arrivò un ufo proprio sopra la sua testa.
“Siamo giunti fin qui sulla Terra solo perché il nostro pilota ha sbagliato strada” esordì senza mezzi termini uno di loro “adesso tu, che sei un suo abitante, dovrai dirci l’esatta rotta per tornare sul pianeta dove abitiamo”
Era incredibile come Giacomino l’asparago carino non sapesse neanche chi fossero.
“Io credevo che l’unica forma di vita interessante oltre noi fossero i lavandini”
“Ebbene, ti sbagli” ribatté l’alieno rinchiuso dentro il piccolo ufo. Non era molto grande, però era grigio e ricordava da lontano un computer portatile. “Siamo più di centomila razze non terrestri, ma noi siamo rinomati per il nostro senso dell’orientamento, che ci invidiano in tutto ‘universo”
“Beh, non mi pare”
“E ti pare male!”
Giacomino si indispettì “Allora non vi dico da che parte dovete andare per dove dovete andare, col motivo di cui sopra”
“Già, complimenti eh, sempre molto maturi voi terrestri” disse l’alieno. “Diccelo, o rapiremo questa patata!”
“Oh no, aiutami ti prego!” Esclamò lei. In realtà non avevano proceduto a nessun movimento per catturarla, non l’avevano imbavagliata né costretta con qualche arma strana quanto luminosa.
“Fatelo, a me non cambia niente”
I due alieni si guardarono. “Non ti interessa del tuo simile?”
“No, in effetti non è neanche un mio simile. Non so se avete notato ma lei è una maledettissima patata, mentre io sono troppo carino”
Aprì gli occhi e sfoderò due bulbi enormi e luminosi, finendo per far innamorare il tubero stesso, la quale ebbe tanta voglia di abbracciarlo.
“Ok, arrivederci”
Gli alieni troncarono il discorso e sparirono, assieme all’ortaggio di cui sopra, col quale si fa lo stufato.
“Se non avessi pensato al mio sé magari si sarebbe salvata” pensò Giacomino. Ma ormai era troppo tardi.

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