I ricordi di Adalgisa/9

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Adalgisa, fiatoni, stava scappando.
“Dividiamoci e sbarriamole la strada!” comandò qualcuno. Scalpiccio di cavalli confusi, mentre lei evitava con cura i lampioni a olio che lentamente si spegnevano con l’avanzare della notte.
“Il cappuccio non ti salverà! Fermati, o faremo giustizia!”
Non si era mai ritrovata in una situazione del genere, dunque non aveva idea del perché ritrovarsi a correre doveva esserle utile.
Le ricordava quella volta in cui provò a giocare a pallone, assieme a molte altre ragazze che effettivamente volevano fare carriera.
Per tutta quella partita non toccò pallone, neanche una volta. A fine gara, decise di rivolgersi a lui.
“Come mai non ti sei voluto far toccare da me?”
Il pallone ci pensò su, poi rispose “Sei tu che non hai voluto toccarmi. E dire che non sono neanche scivoloso, per cui avresti potuto toccarmi di collo pieno e finire sopra la traversa”
Adalgisa rimase spiazzata. “Sono spiazzata, credevo che le traverse fossero…”
“Oh sì, la prima a destra” ribatté il pallone “è vero, è un po’ trafficata, ma sempre meglio che sollevare fenicotteri”
La donna sospirò. Ricordava quei tempi. Adesso le persone che la stavano cercando volevano la sua testa. Il mantello la nascondeva, ma non sarebbe durata ancora molto. Si disse “Meglio dormire e non prendere pesci, a questo punto”
“Anche perché vorremmo nuotare, se non altro” rispose un pesce. Non c’erano fiumi.
“Altolà! Adesso spiegaci: perché hai lanciato il pallone oltre quello steccato?”
Era stata trovata. Le stavano puntando contro dei fogli di carta.
“È stato lo steccato a provocarmi mandandomi una giraffa!” rispose lei, dicendo la prima cosa che le venne in mente. “Davvero, io ero solamente nell’ascensore panoramico!”
“Ah” risposero quelli, e riposero le carte nel fodero. “Allora non ce l’hai con noi”
Tutto tornò alla normalità: non c’era mai stata nessuna lampada ad olio e nell’era contemporanea era molto difficile vedere gente col mantello.
“No, non ce l’ho con nessuno, solo con quel pallone che non si è mai fatto toccare, come se io fossi chissà che cosa”
Proprio in quel momento, diventò una calamita. Molti oggetti in ferro le si attaccarono, in modo da formare un umanoide tutto magnetico.
“È quasi peggio dello steccato che mi ha lanciato una giraffa!”
“Ehi!” disse la giraffa. Il gruppo di persone che la stava cacciando ormai andò via, e lei non poté più lamentarsi con nessuno. Tuttavia, lo conservò nella sua memoria, per poter tirarlo fuori alla prima occasione utile, quale che fosse.

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