I ricordi di Adalgisa/10

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“Raccontaci un’altra storia!”
Il presentatore allungò il microfono che aveva in mano ad Adalgisa, che si era appena resa conto di essere su un palco e, giù, alcune persone che stavano osservandola. Chissà di che evento si trattava.
Il fatto era che aveva pescato fra i suoi ricordi una bella storia, e aveva messo in secondo piano il fatto che stava presenziando a un evento per il suo stesso lavoro, ossia rappresentante di profumi.
Le ricordò quella volta in cui mangiò una bistecca con le patate. Il dilemma era se fosse possibile mangiarle sopra la fetta o accanto? Lei non era una fan delle salse, preferiva mangiarle molto salate.
Mentre rifletteva e la bistecca andava raffreddandosi, comparve uno gnomo proprio accanto al piatto. In seguito, ne comparve un secondo. Ancora una volta, un terzo, un quarto, fino al numero di venticinque e anche una gru.
“Forza, forza!” incalzò uno di loro. “Le forchette non stanno aspettando noi!”
Adalgisa vide la posata sollevarsi grazie alla gru, mentr egli gnomi supervisionavano il lavoro. Lentamente la stavano portando via, mentre la bistecca ancora aspettava che qualcuno la mangiasse.
“Ancora un po’ e divento opera d’arte!” esclamò. Non che le dispiacesse, tecnicamente era possibile fare un sacco di foto e diventare artisti affermati. Adalgisa prese la forchetta e mangiò la bistecca, anche se alcuni gnomi le dichiararono guerra, lanciandole addosso piccole briciole di pane trovate chissà dove. Lei, per tutta risposta, disse “Esitazione!” e gli gnomi sparirono.
Fu quel che raccontò davanti a una grande platea di persone, che ascoltò interessanta. Dal fondo, uno gnomo chiese “Adesso siamo immuni a quella parola”
Adalgisa venne presa e rapita nel regno degli gnomi. C’erano formiche, giraffe, baobab enormi. Lei guardò a destra e a sinistra e commentò: “Ma è casa mia!”
Gli gnomi convennero che non stava mentendo. “Non sta mentendo! Come maisiamo finitia casa di chi abbiamo rapito invece che nel nostroregno?”
Spuntò dal nulla il fratello di lei. “Qusta casa è stata costruita sul suolo”, qualunque cosa dovesse significare.

 

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