Le avventure delle nuvole/11

Photo by Ruvim on Pexels.com

Le cipolle hanno gli strati, gli Strati hanno gli strati


Secondo le cipolle, ovvero ortaggi che crescevano sul terreno, tutto il mondo era fatto di strati. Esattamente come gli Orchi, anche loro avevano gli strati, e stava di fatto che quel giorno, nel cielo, stava passando uno Strato.
“Be’” commentò Gaspare, la cipolla che cominciava i suoi discorsi non mancando mai di belare “questo rafforza la mia teoria”
“Di quale teoria parli?” chiese il suo vicino, una cipolla di cui non conosceva nemmeno il nome che gli stava già antipatica.
“Be’” disse Gaspare. “La mia teoria secondo la quale i pesci non possono stare fuori dall’acqua”
“Ah”
“Ma certo che sto parlando degli Strati, no? Dio cosa dovr4ei parlare? Dei prosciutti? Oh, ciao Berenice”
Berenice rispose stizzita “Gaspare…” e andò via. Era una fetta di prosciutto con la passione per il footing.
“Io, comunque, non vedo che gli Strati siano fatti di strati” continuò il suo vicino. “Vedi come sono basse e uniforme le nuvole? Stanno lasciando trasparire la luce del Sole e della Luna. Quindi, insomma, se c’è pioggia, è molto debole”
Gaspare sbuffò sonoramente, al punto che qualche ciuffo d’erba si mosse e di conseguenza prese a lamentarsi disgustata da quei modi orribili.
“Ma certo! Ma non lo sai? Lassù nel cielo hanno un enorme coso che tira le nuvole come se fosse pasta. Quindi gli Strati si presentano come se fosse stiracchiata, ma in realtà ha molti strati”
A chilometri da quel campo di cipolle strano, il banco di Strati si disse: “Come fa la pasta a stare così dritta? Avrà mica un Mattarello?”
Matt il mattarello stava proprio passando da quelle parti.
“Ehi, Matt!”
IL Mattarello, che stava viaggiando all’interno di Georgino l’aeroplano, fece come se si volesse abbassare e non essere più visibile dal finestrino.
“Matt! Ma che fai? Guarda che non ti puoi sedere così sull’aereo!” disse lo Strato. Matt alla fine sospirò e diede corda a quell’impiccione inopportuno. “Che vuoi?”
“Niente” disse lo Strato.
“Ecco, lo sapevo. Non vuoi mai niente, ma non perdi mai occasione di salutarmi! Non vedi che chi prende l’aereo tende a preferire di non essere disturbato? Eppure tu…”
“Be’, ma mi sembrava che non avessi niente da fare! Infatti vorrei proporti un lavoro”
“Quale lavoro?” disse Matt. Georgino tese le orecchie, quantunque ne avesse. Aveva una strana sensazione.
“Dovresti tirarmi come se voleessi fare di me una pasta. Vediamo che succede”
Matt, improvvisamente, ebbe voglia di dargli ascolto. Non ne capiva il motivo, così lo chiese a Georgino, molto esperto di mattarelli. In fondo, sono cilindrici entrambi.
“Sai” disse Matt “scendo qui. Voglio vedere che succede”
“Succede che sei scappato da una vita che hai vissuto” borbottò Georgino.
“Come?”
“Bello questo tessuto!”
Matt scese dunque, lasciando esterrefatti gli altri passeggeri, e cominciò a stendere la pasta, o meglio, lo Strato. Questo cominciò a piangere vaghe lacrime, ma più per il solletico che per il dolore.
Una volta che ebbe finito, gli Strati si sentirono abbastanza tesi.
“Non era la tensione che ci aspettavamo, ma quella di cui avevamo bisogno” commentarono. Matt, giustamente inacidito, si mette a colpire le nuvole che aveva lui stesso massaggiato. Tutti i colpi andarono a vuoto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...