Condivisione: Doppie facce.

Buon pomeriggio!

È con immenso piacere che ospito il libro scritto da Maria Luciani, edito da Dragonfly Edizioni. Si intitola “Doppie Facce” e come vedremo ha un sacco di spunti interessanti, per cui valeva la pena averla qui sul blog, per presentare l’opera assieme all’autrice, che ci svelerà tutti i segreti.

Ma di che parla?

Se pensate che un semplice gesto sbagliato o una parola errata non possano ferire una persona, siete fuori strada. Ogni minima azione ha le sue conseguenze e, se volete un consiglio, andateci piano con chi è parecchio sensibile. A volte è veramente scontato dire sii forte ad una persona troppo debole. È facile dire, sono solo giochi da ragazzi per chi guarda con l’occhio di una persona adulta.

Figo, no?

E adesso vediamo un po’ di scavare all’interno delle pagine, introducendoci in quella che vi assicuro sarà una bella avventura, come lo è ogni libro. Buona lettura!

1 Buon pomeriggio! Grazie per essere qui, in questo blog. Qual è l’idea dietro questo libro?
L’idea è quella di far capire cosa sia il bullismo a genitori e insegnanti, ma vuole essere anche uno spunto di riflessione. E’ anche crescita questo libro. E ho cercato di fare un lavoro di introspezione e immaginare cosa poteva esserci anche dall’altra parte. Secondo me, anche i bulli nascondono il loro lato fragile.
Anche loro, magari, hanno bisogno di un aiuto e perciò era interessante vedere entrambi i lati e non schierarsi solo da una parte e dall’altra.


2 Come ha ideato il personaggio di Jessica?
E’ un filo conduttore importante che in un primo momento cercherà di allontanare i personaggi principali, ma poi le farà riavvicinare. Ho voluto inserirlo anche perché in qualche modo Samantha si confronterà in parte con quei modi sbagliati con cui si è comportata.
Sarà per lei come rivedersi in uno specchio e riflettere.


3 Chi è Sheryl? È “solo” una vittima o c’è altro?
Dietro c’è più più di una semplice bulla. Da quando ha perso il padre con cui aveva uno stretto legame perché si sentiva più compresa da lui, la porterà questo evento ad una rabbia che farà fatica a gestire e che si sa come poi agirà.
E poi si scoprirà comunque il suo lato tenero nel corso della storia.


4 La storia parla dunque di bullismo. È d’accordo nel dire che le vittime non vanno mai lasciate sole e a volte le cose accadono sotto il naso di insegnanti ciechi?
Si, sono d’accordo! Non mi riferisco ovviamente a tutti gli insegnanti, non tutti sono così.
Però se ne sentono tante e può succedere come sappiamo.


5 Come mai la scelta di nomi stranieri?
Non ci ho pensato molto, mi sono venuti in mente così.


6 Qual è la ricerca più particolare che ha fatto per questa stesura?
Non è proprio una ricerca, è frutto di esperienze personali.
Sono andata a scavare nel mio passato.


7 Quanto tempo ha impiegato per la prima bozza?
Non ricordo esattamente quanto tempo, però tanto. E’ stato un lavoro costante, giorno dopo giorno.


8 La copertina ritrae una rosa. Che significa?
La rosa simboleggia la purezza e la fragilità di chi viene bullizzato e soffre. Soffre costantemente fino ad isolarsi e cadere nell’inesorabile ansia di chi non riesce a reagire.


9 Come ha trovato la Dragonfly?
Fa parte della Dragonfly anche una persona che conosco e che mi ha spinta a credere in me dopo tanti tentativi a pubblicare e a dar voce a ciò che avevo dentro.


10 Il suo libro si pone accanto a saggi, romanzi, tematiche sul bullismo. Secondo lei se ne parla sempre troppo poco?
Secondo me se ne parla comunque, però ancora c’è tanto da comprendere.


11 Bene, mi sembra sia tutto! Grazie per il suo tempo!
Grazie a lei del tempo e dello spazio che mi ha concesso.

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