Condivisione: Psychological Tarots.

Illustrazioni magiche che vi accompagneranno verso il percorso di consapevolezza di cui i tarocchi sono maestri. Si parte dalla follia individualista della carta 0 fino alla consapevolezza della totalità del Mondo, la carta 21.
*non parlerò di lettura delle carte ma di interpretare ogni carta dal punto di vista psicologico. E tu in che punto del percorso sei?

Tarocchi e psicologia, un binomio così distante? Ce ne parla Evelyn, illustratrice, e Michela, l’autrice del libro Psychological Tarots, che è qui per noi per una bella doppia intervista. Buona lettura!

In corsivo le risposte di Michela Principe.

1 Ciao, benvenute nel mio spazio! Di che parla il libro?
Tratta dell’interpretazione psicologica e intuitiva che ha dato Michela Principe alle carte dei tarocchi. Un e-book che unisce psicologia ed esoterismo, interamente illustrato da me.

Ciao, grazie! E’ un percorso di consapevolezza e crescita personale attraverso le carte dei tarocchi, maestre di vita da secoli.


2 Quanto tempo avete impiegato a scriverlo?
Mentre Michela si è occupata della scrittura e della pubblicazione, io tra agosto e dicembre ho completato i disegni, man mano.

La collaborazione è iniziata più  di un anno fa ma abbiamo iniziato a lavorarci da quest’estate. Quindi 6 mesi circa in totale.


3 Qual è stata tra le carte che avete proposto la più difficile da analizzare?
Artisticamente parlando, sono uscita dalla mia comfort zone con la carta del Papa, il quale ha un outfit hippie, flower power.

A livello grafico sicuramente il Papa, non avevo idee da suggerire. Per quanto riguarda l’interpretazione  la più difficile è stata il Diavolo. E’ una carta complessa e a volte fraintendibile, quindi ho cercato di rileggere e rielaborare il più possibile.


4 Perché secondo voi la psicologia è così sottovalutata oggi?
No, al contrario. Secondo me spesso è la chiave per comprendere le più disparate situazioni che possono sembrare complesse all’inizio.

La psicologia non è sottovalutata, semplicemente fa paura. Fa paura entrare nelle nostre ombre, capire i nostri meccanismi per migliorarci piuttosto che continuare a giustificarci. E’ la zona di comfort ad essere sottovalutata e per fortuna la psicologia sta prendendo piede anche sul web, con profili e siti che aiutano e motivano le persone e soprattutto i ragazzi.


5 È stato difficile associare i disegni?
Con un paio di carte ho fatto più fatica, ad esempio per quella dell’Imperatrice ho dovuto rifare il disegno oppure per altre a primo impatto non mi veniva proprio nessuna idea ma poi ce l’ho fatta, anche grazie ai suggerimenti di Michela.

Non direi, è stato più divertente che difficile.

6 Qual è stata la ricerca più difficile?
A questa domanda lascio rispondere Michela.

Mh, per me la ricerca più difficile è stata sicuramente trovare qualcuno che mi plastificasse le card come volevo io, infatti poi  ho deciso di fare metà del lavoro da sola.


7 Come nasce l’idea della copertina?
Il mio disegno che a Michela è piaciuto di più è quello della Papessa, va da sé che ha voluto inserirla
nella copertina.

La Papessa è l’unica card in cui ho richiesto un’immagine specifica. Volevo una donna seduta sulle ginocchia ed’Evelyn l’ha realizzata con cura. Me ne sono subito innamorata, è anche il mio sfondo del cellulare.

8 Potete raccontarci come vi siete unite?
Era stata Michela, l’estate scorsa, a contattarmi in privato su Instagram e appena mi ha descritto il
progetto che voleva realizzare insieme a me non ho potuto assolutamente rifiutare: amo sia il mondo
della magia che quello della psicologia.

Avevo appena seguito Evelyn su Instagram, i suoi disegni, le figure femminili così espressive, mi hanno subito trasmesso un’energia magica e ho pensato ‘’wow, potrei parlarle dei tarocchi che ho in mente di realizzare.  C’è sintonia!’’ . E’ stata l’unica a cui abbia chiesto e l’unica con cui avrei potuto lavorare.


9 Come vi trovate nel mondo del self?
Penso sia una bellissima opportunità per mettersi alla prova prima di tutto con se stessi. Il rapporto con i
lettori è senza persone che facciano da intermediari.

Sono totalmente nuova, ho chiesto aiuto ad’un paio di amiche di Evelyn per la pubblicazione dell’ebook infatti, le ringrazio ancora.


10 Perché “follia” dell’individualismo?
Perché la vita è una sola ed è breve. Sarebbe veramente da pazzi pensare e comportarci come persone
individualiste.

‘Follia’ perché è una follia pensare di essere l’unico uomo degno di vivere, l’unico a saper fare le cose e non aver bisogno di nulla. L‘individualismo in questi termini è una piaga, ovviamente non lo è l’individuo  e non lo è l’individualità.


11 Quindi si può dire secondo voi che siamo tutti un unico ma incasellati nella vastità dell’universo?
Siamo tutti collegati tra di noi e ogni singola azione o pensiero torna indietro nella stessa frequenza che
tu stesso emetti.

Si, la nostra vita è legata a quella degli altri e del mondo. Se riprendessimo l’arte di metterci in comunicazione con il mondo, ci sarebbero molte meno anime smarrite.


12 Bene, è tutto allora! Grazie per essere state qui!
A presto! E grazie per la chiacchierata! 

Grazie a te per averci invitate! ^^

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