Quel che un asparago avrebbe detto…/13

banner_aven_blog

13 … se le torri non fossero così verdi come credono
Una volta un asparago era andato a cavallo, a spron battuto, per andare su una torre a vedere quel lampione che era stato liberato dalla fata dei tritacarne.
Costui aveva impiegato quattordici minuti per andarci, e in effetti l’edificio era molto vicino. Tuttavia, per quanto fosse alto e pieno di feritoie, non aveva porte.
“Oh, corbezzoli!” esclamò l’asparago, scendendo da cavallo e balzellando verso le edere che arrampicandosi faticavano ad abbracciare tutto il cilindro. “Ci deve pur essere un modo di entrare”
“Un modo c’è” rispose qualcuno. Lui si guardò a destra e a sinistra, ma non davanti a sé.
“Guarda qua davanti, imbelle” disse la torre. “Dovrai ammettere che sono verde, ed io ti farò assaggiare i cancelli spalancati, così come vuole il tritacarne.”
“È una bella proposta” rispose il cavallo. Il suo cavaliere, per quanto sia nato dalla terra, non era dello stesso avviso, ma non disse nulla. Poi, cominciò a piovere.
“Non sei mica verde. Sono disposto a bagnarmi da capo a piedi piuttosto che ammettere che sei la combinazione tra blu e giallo”
“Oh” la torre fu sinceramente colpita. “Vedo che sei uno tenace. Ti va un ballo?”
La richiesta arrivava improvvisa, proprio come quell’acquazzone. In realtà, quando c’era il cielo grigio probabilmente c’era il rischio di precipitazioni, ma l’asparago non lo sapeva. “Un ballo? Quale? Il can can?”
“No, il gatt gatt. Non dirmi che non lo conosci”
E in effetti non lo conosceva. L’asparago sibilò “Non avrei mai dovuto venire. Non sei poi così verde come dici”
“E allora peggio per te! Hai scelto una vita di incroci e rossi? E sia!”
La torre divenne scarlatta e il cavaliere si sentì bloccato, poi lo divenne davvero perché, da destra, stavano passando un sacco di fantini, impedendogli di proseguire per la sua strada. La torre ridacchiò.
“Hai per caso un lampione? Volevo salvarlo dalla tua perfidia” cambiò argomento l’asparago.
“Oh no, è proprio lui che mi infonde la malvagità” sussurrò l’altro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...