Quel che un asparago avrebbe detto…/14

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14 … se gli alfieri non fossero scaricatori di responsabilità

C’era una volta un porto, nella cittadina di Otrop, prima che il mare prendesse le valigie e se ne andasse.
“Passami quel carrello!” stava dicendo uno. Altri ancora stavano ripetendo a pappagallo tutto ciò che si diceva tra scaricatori. Un asparago si avvicinò a un pescatore, che come sempre faceva tutto quel che il suo mestiere imponeva di fare.
“Salve” esordì. L’altro non rispose.
“Guardi che le reti non sono fatte per essere gettate” proseguì l’asparago con fare saputo.
“Ah no? Vuole che venga un alfiere?”
Gli alfieri erano coloro i quali si impegnavano nel mantenere l’ordine negli scacchi, infatti si muovevano solo in diagonale.
“Che succede?” esordirono. L’asparago non capì da dove provenissero, anche se in ogni caso li trovava molto divertenti: avevano un taglio della bocca strano, come se dovessero parlare sempre ma che poi producevano solo monosillabi.
“Costui mi importuna!” esclamò il pescatore. Uno dei gendarmi guardò l’asparago e non lo riconobbe. “Sei per caso Zibaldo?”
“No, non mi chiamo così”
“Allora è chiaro chi è stato, la responsabilità va a Gino!”
Detto quello, tirò fuori una pergamena che aveva tutta l’aria di essere un foglio di carta, anche spiegazzato.
“Sarà mica stato lui?”
“Ma allora si parla di forbici?”
“Eccomi signori”
I signori in questione videro una forbice che ritagliava la strada. Il pescatore nel frattempo era tornato a occuparsi delle sue cose, ben conscio che prima poi avrebbe bevuto un bicchiere d’acqua.
“Mi chiamo Inverecondo e sono qui per fare una soffiata!”
Fece una giravolta e poi un’altra volta. Una candela si spense.
L’asparago disse “Allora? Questa soffiata?”
“Qui le candele le spegniamo noi, caro mio” disse l’alfiere “E comunque adesso sei stato tu, sei tu che cerchiamo!”
“Oh davvero? Allora il tempo che passa dove lo mettiamo? Non ditemi che non avete mai considerato l’argento!”
“Argento? Allora il metallo non si chiama Agostino!” esclamò stupido uno degli alfieri. “Ero convinto che… allora mi hanno fatto perdere un sacco di soldi!”
“Non loro, tu” aggiunse l’asparago. “Solo tu”

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