Le avventure delle nuvole/15

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15 I Cumuli non accumulano

Uno dei pericoli che le nuvole non sottovalutano mai è quello del possibile arrivo di alieni, e siccome le nuvole occupavano, in quel periodo storico, il punto più alto sulla Terra, avevano ragione più di chiunque altro.
Stava di fatto che, quel giorno, arrivò un disco volante.
“Pensavo fossero in ritardo” stava dicendo un Cumulo.
“Probabilmente hanno trovato traffico” aggiunse un altro.
Un disco volante in carne ed ossa arrivò in mezzo alle nuvole. O meglio, in metallo e altri materiali che non appartenevano al pianeta. Non ossa, in ogni caso.
“Siamo gli Ufo” disse l’oggetto volante. “Abbiamo saputo che voi accumulate, anche voi stessi”
“Sì, è così” rispose un Cumulo. “In effetti, accettiamo nel nostro clan solo chi accumula. Pensate che ieri abbiamo respinto un aereo. Quindi cerchiamo di avere un po’ di talenti in modo da impressionarci, ok?”
“Esatto” ripeté un altro cumulo. L’Ufo cominciò a sudare.
“No, ma io… cioè, noi, non siamo interessati a essere Cumuli” spiegò. “Noi vogliamo conquistare il mondo a forza di raggi laser”
Le nuvole cominciarono a piovere.
“Raggi laser? Si possono accumulare?”
La navicella tecnologica cominciò a girare su se stessa, come se stesse cercando una risposta su nel cielo.
“Non credo” rispose. “Guarda un po’”
L’Ufo si illuminò e cominciò a sparare raggi. Le nuvole si trasformarono tutte a pecorelle.
“Siamo Altocumuli, maledizione!”
Ah. Già.
“E dai, vuoi fare un libro sulle nuvole e fornisci indicazioni approssimative!”
In ogni caso, la navicella Ufo aveva bucato le nuvole.
“Siamo comunque Cumuli, seppur alti” dichiararono. “Quindi adesso accumuleremo molte più cose sfiziose”
L’Ufo, però, non era tanto convinto. “A questo punto dovreste sanguinare”
“E cosa dovremmo sanguinare? Acqua? Cristalli di ghiaccio? Siamo nuvole, Altocumuli per la precisione”
E dai, non è che potete tenermi il broncio per sempre.
“Allora scendo sulla Terra” disse l’Ufo, ma l’Altocumulo lo fermò con un fischio. Su nei cieli le cose si potevano trovare, se uno sapeva dove recarsi. E gli Altocumuli lo sapevano, ad esempio le Virghe spacciavano spesso fischietti.
“Allora!” esclamarono, non sapendo abbandonare il loro tipico carattere tronfio. “Non puoi abbandonarci così! Noi ti abbiamo espressamente detto che, chi non accumula, non atterra sulla Terra!”
“Certo, perché atterrare su Marte sulla Terra sarebbe stato un po’ difficile…” osservò l’Ufo, ma le nuvole gridarono al silenzio.
“Attenzione che vi sparo i laser ancora una volta!”
Le nuvole, punte sul vivo, si unirono per sparare laser di nuvole. L’impatto fra i due raggi fecero ottenere un diametro, e da lì a fare un cerchio il passo fu breve.
Georgino, l’aereo che stava passando da quelle parti,l vide un cerchio nel cielo e deglutì. Ebbe anche una turbolenza. “Gli alieni sono qui” sussurrò, per poi accelerare e allontanarsi il più possibile, finché non giunse un’altra nuvola.
“Non puoi ignorare i cerchi nel cielo. Magari i cerchi nel grano sì, puoi, perché cosa cerchi nel grano?”
Georgino non ebbe parole.
“Però i cerchi nel cielo non li puoi ignorare. Avevamo preparato una ruota per te”
Georgino, sospirando, attraversò la figura geometrica e ricevette un sonoro applauso. Dai passeggeri, non dalle nuvole, le quali fecero piovere perché era quello il loro passatempo. Nel frattempo, L’Ufo ridacchiava…

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